«Roma è sporca e poco sicura»

Gli incidenti prima e durante Roma-Manchester United rilanciano la questione: c’è a Roma un’emergenza sicurezza? La criminalità, la droga che scorre a fiumi nei locali della movida, lo smarrimento dei cittadini inascoltati: problemi fisiologici in una capitale del terzo millennio, o c’è qualcosa non va? «A Roma i problemi sono molti - afferma Maurizio Gasparri, deputato di An - e vengono sottovalutati. Sia dal sindaco che dal prefetto. Con l’aggravante che il prefetto, autorità competente su ordine pubblico e sicurezza, detiene la responsabilità operativa».
A ogni episodio di cronaca nera si torna a parlare di sicurezza. Ma fuori dalle emergenze, in tutti gli altri giorni, come si vive a Roma?
«Oltre al proliferare di episodi di criminalità, a essere sottovalutati sono i pesanti disagi segnalati da numerosi comitati di quartiere, sia in centro che nelle periferie tradizionalmente più a rischio. Veltroni, intento nell’autocelebrazione, dice che tutto va bene. Ma il prefetto, persona che ben conosco avendo egli attraversato diversi percorsi sia amministrativi che politici, è riuscito a fare peggio del sindaco: in più occasioni ha assunto addirittura un atteggiamento di rimprovero, ha preso di petto i cittadini, quasi li ha rimbrottati solo per aver sollevato un problema».
Di giorno c’è il disagio di una città in sofferenza, di notte arriva finalmente il riposo dei giusti?
«Macché. In alcune zone del centro come piazza Navona e Campo de’ Fiori, in locali di cui si conoscono perfettamente i nomi, c’è una crescente circolazione di droga, su cui bisognerebbe vigilare meglio e di più. Io stesso ho fatto numerose segnalazioni, ma gli interventi sono sporadici, e quando ci sono non determinano conseguenze. Non me la prendo con le forze dell’ordine, che per come vengono penalizzate fanno quel che possono, ma con chi dovrebbe affrontare le situazioni nel loro complesso. In zone ben note, in due terzi dei locali si vende droga come fosse mortadella, ma in pochi subiscono provvedimenti di chiusura e quei pochi riaprono comunque subito».
Lei è un romano doc ma ha viaggiato molto. Come crede sia messa Roma nel confronto con le altre grandi capitali europee?
«Roma ha una storia da far invidia, ha certamente molto da offrire, ma purtroppo soffre terribilmente di disattenzione. È una città sporchissima, oltre che insicura. Ma il sindaco è troppo impegnato ad alimentare il mito di se stesso, e il prefetto forse è stanco del suo ruolo. Dicono che avesse altre aspirazioni, forse in questa fase non è riuscito a soddisfarle. Il ministro dell’Interno Giuliano Amato, poi, mentre i fondi per la sicurezza vengono saccheggiati dai suoi colleghi, si preoccupa di rilasciare interviste sulla legge elettorale...».
Prendersela con Achille Serra in piena lite con Londra non è un po’ infierire?
«Nel caso di Roma-Manchester credo che si potesse agire meglio sulla prevenzione, ma ritengo che durante la partita gli interventi siano stati adeguati, nella fisiologia della situazione. Ricordo invece cosa accadde durante il derby del 2004, interrotto perché era stata alimentata una menzogna. Il prefetto era lì e non riuscì a imporre la prosecuzione della partita. Interrompere il derby era molto più rischioso. Conoscendo Serra da molti anni, iniziai a nutrire consistenti dubbi sulla sua capacità operativa».
Ha cambiato opinione?
«Tutt’altro. Roma soffre di questa politica miope, basti pensare alle occupazioni abusive o ai campi nomadi. Non solo. Il prefetto, per esempio, ha revocato provvedimenti utili come il divieto di vendere bottiglie in alcune zone. Lo inviterei a scendere qualche volta dall’auto di servizio e fare due passi sulle strade del centro, per vedere la coltre di vetri rotti sulla quale tutti, compresi bambini e anziani, sono costretti a camminare. Ripeto, conosco il prefetto Serra da molti anni. Fui anche, ahimé, tra i fautori di un suo impegno in politica. E ora, da romano, mi chiedo come sia possibile che anche sulle questioni più semplici riesca sempre a prendere le decisioni sbagliate».