Roma, spuntano i furbetti dell’affitto low cost

Nella capitale centinaia di immobili di un ente di beneficenza concessi a
prezzi stracciati. Tra gli inquilini anche la figlia del deputato Pd
Pietro Tidei: 131 metri quadrati in piazza di Spagna a 2mila euro al
mese. Al Pantheon un'abitazione di 84 metri quadrati a solo 207 euro mensili

Roma - Si chiamano Ipab, vale a dire istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza. Ma a essere assistiti e beneficiati sono spesso gli inquilini del loro patrimonio immobiliare. Prendete il caso dell’Ipab Santa Maria in Aquiro, che possiede a Roma centinaia di appartamenti messi «a reddito» per ricavare i fondi per porre in essere la sua ragione sociale, che è «assistere minori e anziani nell’ambito della Regione Lazio e, in particolare, della città di Roma», come si legge nella pagina internet. Ma questa missione potrebbe essere svolta certamente meglio se gli immobili a uso abitativo fossero affittati a prezzi di mercato, considerato che si trovano in alcune delle zone più belle del centro storico della capitale.
Uno degli immobili di maggior pregio dell’Isma (sigla dell’Istituto Santa Maria in Aquiro) è al numero 107 di via del Babuino, proprio all’angolo con piazza di Spagna, uno dei luoghi più celebrati e fotografati del mondo intero. Un luogo dove in tanti sognano una casa e solo pochi possono averla. Tra questi c’è Sara Tidei, che pare proprio essere la figlia del deputato del Pd Pietro, già sindaco di Civitavecchia. La giovane vive all’interno 9 del prestigioso indirizzo, in un appartamento di 131,71 metri quadri per il quale paga un canone mensile che in base all’ultima relazione sul patrimonio immobiliare Isma è di 2064,68 euro. Non proprio un regalo, diciamo un mezzo regalo: secondo il borsino immobiliare della capitale, un appartamento in quella felice posizione dovrebbe essere affittato tra i 30 e i 39 euro a metro quadro, per un canone mensile tra i 3930 e i 5109 euro. Almeno il doppio rispetto a quanto pagano la signorina Tidei e i suoi fortunati coinquilini. I quali, si badi bene, non compiono alcuna irregolarità, ma si limitano ad approfittare di opportunità certo non riservate a tutti.
Naturalmente nelle case Isma sparse per la capitale è presumibile abitino molti altri potenti e parenti di. Ci ripromettiamo di scoprirlo nei prossimi giorni, senza abdicare alla speranza che sia lo stesso Ipab a sposare l’operazione trasparenza fornendo a noi a agli altri organi di stampa l’elenco dei suoi affittuari. Ma di certo l’elenco delle case Isma ingolosirebbe qualsiasi inquilino romano. Ci sono un pugno di appartamenti in piazza Navona, al numero 43, dove chiunque vorrebbe abitare: l’affittuario dell’interno 2 paga ogni mese 1411 euro e spiccioli per una casa di oltre 107 metri quadri, mentre chi abita all’interno 1 versa ogni mese all’Isma 3045,42 euro per uno sterminato appartamento di 196,50 metri quadri. Via del Seminario, a un passo dal Pantheon, è un altro luogo da sogno: qui l’Isma possiede tra i numeri 101, 102, 103 e 104 numerosi immobili affittati a canoni tutt’altro che impossibili. Non c’è bisogno di essere ricchi per potersi permettere i 207,65 euro del canone mensile previsto per l’appartamento all’interno 3/4 del civico 104, che è grande circa 84 metri quadri.
Il grosso del patrimonio immobiliare dell’Isma si trova in zone meno prestigiose ma tutt’altro che periferiche. E anche qui i canoni sono a dir poco compiacenti. In via Novacella, zona Marconi, l’Isma possiede decine di immobili ai civici 19, 23 e 25. Case non troppo spaziose ma che vengono via con poco: per dire, un quartierino di 71,53 metri quadri all’interno 4 del civico 19 ha un canone di 366,21 euro al mese che ormai anche nelle case popolari è un sogno. Spostiamoci in via Ennio Bonifazi alla Pineta Sacchetti, periferia Ovest ma non troppo lontana dal centro: al numero 48b per un appartamento di 77,28 metri quadri l’inquilino paga meno di 600 euro (per l’esattezza 592,37). Altri edifici di proprietà dell’Isma si trovano in via Vittorio Fiorini, una traversa di via Latina, appena fuori da quelle Mura Aureliane che segnano i confini della città storica: ebbene, al numero 13, all’interno 21, un appartamento di 76 metri quadri con in più quasi 13 metri quadri di balconi si ottiene con un canone di 550,93 euro mensili: una prudente quotazione di mercato si attesta sui 1250 euro, più del doppio rispetto al canone reale. Ma si sa, Ipab o no, la casa non è uguale per tutti.