«A Roma troppe spese, bilancio in declino»

Standard & Poor’s conferma il rating ai conti della Capitale ma chiede un cambio di rotta

da Roma

Luci, ma anche tante ombre, nella «pagella» finanziaria stilata per il Campidoglio da Standard&Poor’s. Che se conferma il rating («AA-») per il credito a lungo termine del Comune di Roma, ribadisce anche che l’outlook resta negativo. Ma sia il sindaco, Walter Veltroni, sia il suo assessore al Bilancio, Marco Causi, esultano per il dato «in controtendenza» e, quanto alle previsioni cupe, fanno spallucce. Puntando il dito contro governo, tagli agli enti locali e mancata applicazione del federalismo fiscale.
Eppure nel commentare l’outlook negativo per Roma proprio gli analisti di Standard&Poor’s mettono nero su bianco che il dato capitolino «non è un più mero riflesso di quello della Repubblica italiana, ma è la prova di una performance di bilancio in declino, legata prevalentemente a crescenti spese discrezionali, non compensate dalle attuali entrate». E se S&P elogia la «ricca economia fondata sui servizi e sulla forte posizione di liquidità» di Roma, mette in evidenza anche le criticità, come «l’ingente fabbisogno di investimenti nell’area dei trasporti e della mobilità urbana», e «il debito finanziario residuo, che supera quello della categoria di pari rating».
Elementi che, se non corretti, porteranno secondo Standard & Poor’s a un «declassamento entro i prossimi due anni». Le stime di preconsuntivo del 2005 «mettono in evidenza - spiega la nota di S&P - un deterioramento degli indicatori finanziari del Campidoglio rispetto all’anno precedente e alle indicazioni del bilancio di previsione 2005. Il saldo netto da finanziare nel 2005 risulterebbe pari a circa il 16 per cento delle entrate complessive - prosegue l’agenzia di rating - penalizzato dall’inatteso deterioramento del margine corrente che da positivo nel 2004, con un dato pari al 7,3 per cento delle entrate correnti, potrebbe chiudere con un disavanzo di circa il 2,7 per cento, interrompendo così la serie di risultati positivi vantati dal Comune dal 2001».
Ma l’allerta di Standard&Poor’s, l’invito a cambiare direzione entro due anni per contenere i costi per il finanziamento dei debiti fuori bilancio e le spese discrezionali, se per Causi è un problema di cui incolpare il governo centrale (che pure ha finanziato a Roma molte opere proprio nei settori critici del trasporto e della mobilità), per Veltroni sembra non esistere. Il sindaco si limita a esprimere la sua «soddisfazione» per gli indicatori positivi, osservando che il mantenimento dell’«AA-» è il «segno che la politica di risanamento finanziario nel nostro comune sta dando risultati positivi». Sull’outlook negativo e sui commenti degli analisti di S&P per il prossimo biennio il primo cittadino, invece, non spende una parola.