Roma, è uscita dal coma donna picchiata in metro Lui si scusa: "Costernato"

Lite in coda per il biglietto nella stazione Anagnina: <strong><a href="/fotogallery/roma_lite_metro/id=2437-foto=1-slideshow=0" target="_blank">la fotosequenza</a></strong>. Poi un 20enne aggredisce un'infermiera romena

Roma - La lite per la fila. Poi una donna romena, infermiera professionale di 32 anni, è stata colpita con un pugno al volto e ora è ricoverata in coma. È accaduto venerdì all’interno della stazione metropolitana Anagnina. Il giovane, Alessio Burtone, 20 anni, e la donna si trovavano in fila per fare il biglietto, quando tra i due è nato un diverbio. In un secondo momento, quando la cosa sembrava finita, la lite si è riaccesa mentre i due si erano allontanati dallo sportello. Il ragazzo, un 20enne con precedenti per lesioni, ha colpito violentemente con un pugno il volto della donna che è caduta all’indietro priva di sensi. I carabinieri della stazione di Roma Cinecittà, dopo avere raccolto le testimonianze dei presenti, hanno rintracciato e arrestato l’aggressore. La donna soccorsa e trasportata d’urgenza al policlinico Casilino è stata operata per le gravissime lesioni riportate al cranio ed è in coma.

L'aggressore "Il pregiudicato che abbiamo preso dopo l’aggressione sembrava scosso per quello che aveva fatto. Forse nemmeno lui si aspettava un epilogo come quello". A parlare è il capitano Domenico Albanese, comandante della compagnia di Roma Casilina. "La telecamera che ha ripreso l’aggressione - spiega ancora - si è rivelata molto utile per ricostruire i fatti". L’uomo, con qualche precedente per lesioni, era visibilmente scosso, ma avrebbe confermato la dinamica della lite ricostruita dai militari: "Non pensavo di farle così male. Non volevo".

La donna migliora Migliorano le condizioni della donna ricoverata in coma farmacologico al policlinico Casilino. La donna, arrivata in ospedale venerdì pomeriggio, è stata subito sottoposta a un intervento neurochirurgico a causa di un ematoma cerebrale. "Abbiamo sospeso il coma farmacologico. Si è svegliata: respira spontaneamente, nella notte siamo riusciti a estubarla, rimangono la prognosi riservata e una forte situazione confusionale". Così il primario di Rianimazione del Policlinico Casilino di Roma, Giorgio D’Este.

Ai domiciliari "Voglio subito dire che il ragazzo non è pregiudicato. È un lavoratore ed è una persona perbene. Il gip, Sandro Di Lorenzo, su mia richiesta, ha deciso di concedergli gli arresti domiciliari". Il pm Antonio Calaresu ipotizza il reato di lesioni volontarie gravi. Così precisa l’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Alessio Burtone, il giovane che ha sferrato un pugno alla donna sulla banchina di una metro romana facendola finire in coma, per una banale lite. L’avvocato aggiunge che "nel video si vede chiaramente che era la donna a inseguire il ragazzo. Alessio mi ha detto che lei gli avrebbe rivolto parole offensive e lo avrebbe provocato dicendogli 'Te la faccio pagare' e 'Ti faccio cadere quando arriva la metro'. A quel punto l’ha colpita". Nel video, si vede uno sputo: "La donna ha sputato per prima, lui le ha sputato a sua volta" spiega l’avvocato. "Quando ieri in carcere, prima che gli concedessero i domiciliari - aggiunge l’avvocato - ho detto ad Alessio che la donna era in coma, ha avuto un momento di sconforto. Non pensava di aver fatto una cosa tanto grave. Aveva paura che fosse armata. Anche i genitori del ragazzo sono delle brave persone e sono costernati per l’accaduto. Farò un’istanza al pm per la riammissione in libertà".

Le scuse "Sono costernato, chiedo umilmente scusa" così Burtone risponde attraverso il suo avvocato Fabrizio Gallo. "Come lui - aggiunge Gallo - anche la famiglia chiede scusa. Sono tutti costernati e sono preoccupati per le condizioni della donna. Alessio è un bravo ragazzo, non ha precedenti, non è un violento, e non si era reso conto di ciò che aveva fatto. La famiglia ha detto: 'Se possiamo fare qualcosa noi siamo pronti'. Nessuno - continua l’avvocato - né Alessio, né i familiari credevano che quel gesto potesse avere simili conseguenze. Chiedono scusa. Alessio ora sta molto male, adesso che sta realizzando quello che è successo, che si sta rendendo conto si è chiuso in un mutismo completo, piangendo". Mentre sotto casa si stanno assiepando i giornalisti.

Nel video l'indifferenza dei passanti Una lite concitata, spintoni, poi quel pugno sferrato violentemente. E l’indifferenza che circonda il corpo della donna crollata in terra priva di sensi. È il video dell’aggressione avvenuta venerdì sulla banchina della fermata della metropolitana Anagnina. Nelle immagini si vede che la donna romena, 32 anni, ora in coma, e il ragazzo, 20 anni arrestato, parlano animatamente. Lei lo spintona più di una volta e improvvisamente il ragazzo lancia a terra la giacca che ha in mano e la colpisce in pieno volto violentemente. La donna crolla a terra e sembra esanime. Il ragazzo a quel punto raccoglie la giacca e senza nemmeno voltarsi e accertarsi dello stato della donna se ne va. Alla sua indifferenza si aggiunge quella dei tanti passeggeri che sfilano accanto al corpo della donna senza prestare attenzione. Un’anziana addirittura la sfiora passando oltre. Poi sfilano accanto alla donna studenti con gli zaini, uomini, donne, tutti indifferenti. Circa una trentina di persone passano accanto alla romena, che non dà segni di ripresa, e nessuno sembra accorgersi della tragedia che si sta consumando. All’improvviso un uomo vestito di bianco si avvicina, si china e poi si allontana. E fa da richiamo ad altri passeggeri che finalmente si accorgono di quella donna senza coscienza abbandonata sulla banchina. Solo dopo qualcuno chiama i soccorsi.

Alemanno: "Denuncio" "Mi hanno detto dell’esistenza di un video orribile che mostra indifferenza rispetto all’aggressione avvenuta all’interno della metro Anagnina ai danni di una donna. Vedrò questo video e se ciò che mi hanno detto è vero mi rivolgerò all’autorità giudiziaria per una denuncia per omissione di soccorso contro ignoti". Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in missione istituzionale a Pechino, dopo aver appreso la notizia di un episodio di violenza ai danni di una donna che adesso è in coma farmacologico per un pugno. Per Alemanno "non è accettabile che in una città come Roma avvengano cose del genere e, tanto più, non è possibile che ci sia una tale indifferenza nei confronti di episodi del genere".