Roma, va a fuoco un hotel: otto feriti

da Roma

È stato un risveglio da incubo quello di ieri mattina per i clienti dell’albergo San Giusto a Roma. In gran parte turisti stranieri venuti per visitare la capitale, si sono ritrovati in un inferno di fumo, fiamme e grida. Erano le sei e mezza del mattino quando è divampato il rogo nella stanza 16/bis al primo piano dell’hotel, nei pressi di piazza Bologna. In pochissimo tempo un denso fumo ha invaso l’intera struttura di otto piani rendendo l’aria irrespirabile. Solo per un caso alla fine della giornata si conteranno 67 persone soccorse. Otto i feriti in codice giallo, di cui il più grave è un ragazzo coreano di 14 anni con tre vertebre rotte. Ma poteva essere una strage. Anche perché in molti si sono lanciati dalle finestre per fuggire dalle fiamme e dal fumo.
Le cause, secondo la prima ricostruzione di inquirenti e vigili del fuoco, sarebbero accidentali. Un corto circuito partito da un apparecchio elettrico nella stanza di tre coreani, con ogni probabilità. «La scintilla potrebbe essere partita dall’angolo in cui ci sono una televisione e un frigobar», il racconto del comandante dei pompieri Guido Parisi. La magistratura, in ogni caso, ha posto sotto sequestro l’intero edificio e ha aperto un fascicolo contro ignoti. La Procura di Roma, infatti, dovrà passare al vaglio l’intera documentazione relativa alla messa a norma elettrica e antincendio dell’hotel. Anche, perché, secondo le testimonianze dei clienti, non sarebbe suonato alcun allarme.
«Ero nella stanza 3 al primo piano - ha riferito Matteo, 30 anni di Cremona - tra le sei e mezza e le sette io e la ragazza con cui sono in stanza ci siamo svegliati sentendo la gente che gridava “Al fuoco”. Siamo usciti dalla stanza e abbiamo visto del fumo e ci siamo immediatamente accorti che il sistema antincendio non ha funzionato». Per adeguarsi alla normativa del ’94, comunque, la proprietà (l’albergo appartiene alla catena Leonardi Hotels) avrebbe avuto tempo fino al 31 dicembre di quest’anno ma i lavori, pare, procedevano a rilento.
«Diciamo basta alle continue proroghe che rimandano l’adeguamento delle strutture alla normativa nazionale ed europea - ha detto il presidente del Codacons Carlo Renzi - Gli alberghi, al pari delle altre strutture aperte al pubblico, devono immediatamente essere messi in sicurezza e rispettare tutte le norme».