Roma va verso il centro, Genova c’è già

(...) centrodestra (Fabio Broglia) e un consigliere di centrosinistra (Luigi Patrone) abbandonano i loro rispettivi gruppi consiliari per costituire il nuovo gruppo dell'Italia di Mezzo. Una curiosa notizia di politica locale. Ma la strana coppia Broglia-Patrone rompe subito l'anonimato. Mentre a Genova i due consiglieri si stringono la mano, al Senato vada in onda la disfatta di Prodi. Un esperimento di ingegneria politica confinato ad un ambito locale diventa improvvisamente la scialuppa di salvataggio per il governo. Per risolvere la crisi senza elezioni anticipate e senza licenziare Prodi, l'Unione deve acquisire nuovi voti in Senato. Follini è lì, pronto a sostenere l'Unione sbandierando il successo dell'operazione in Liguria. E' Roma che adesso guarda a Genova, perché la mossa ligure dell'Italia di Mezzo sta per essere replicata nei palazzi del potere romano. È solo l'inizio, perché l'apparente salvezza del centrosinistra finisce per innescare processi di ridefinizione degli schieramenti dagli effetti imprevedibili. Sia a Roma che in Liguria.
Ecco perché Genova non segna un semplice anticipo sui tempi romani. In regione la maggioranza dell'Unione non soffre di emorragie di voti e la poltrona di Burlando non ha mai subito scossoni. Però la sala consiliare si è trasformata in un campo d'atletica in cui i consiglieri di maggioranza e opposizione si sono specializzati nella disciplina del salto del fosso. Sintomo, oltre che di malcostume personale, anche di una persistente insoddisfazione per gli attuali equilibri. In questa elevata mobilità si realizza l'esperimento neocentrista. Forse per giocare d'anticipo e dotarsi degli anticorpi con cui neutralizzare i fermenti della sinistra radicale. Forse per riportare il baricentro dell'intera coalizione in una posizione più equilibrata. Ma anche per trasmettere un segnale in vista delle prossime amministrative genovesi. Le primarie hanno lasciato divisioni più profonde al centro dell'Unione piuttosto che a sinistra. E hanno lasciato Marta Vincenzi troppo sbilanciata a sinistra. Ora il suo cammino verso via Garibaldi sarà più faticoso - e soprattutto aperto a quell'incertezza che prima delle elezioni non aiuta nessun candidato. Tanto meno una sinistra che rischia di vedersi un governo di centrosinistra trasformato in un governo centrista. Genova ha preceduto Roma, ma poi rischia di venire sorpassata.