Roma, vigili fermi Veltroni fa benzina soltanto ai taxi

L’ordinanza del sindaco: «Bisogna garantire la mobilità dei cittadini». Il comandante della polizia municipale: «Bloccate tutte le pattuglie»

da Roma

Il gasolio c’è per i tassisti, non per i vigili urbani. Quindi niente pattuglie, fatti salvi «gli interventi non procrastinabili», come recita disarmata l’ordinanza del comandante della Polizia municipale capitolina inviata ieri alla centrale operativa e ai gruppi. Bollettino del giorno numero tre della penuria: dove si racconta di come il razionamento quasi bellico di beni di prima necessità provocato dal blocco dei Tir che ieri sera è stato revocato ma che per tutto il giorno ha provocato disagi in tutta Italia, abbia imposto scelte dolorose e spesso inspiegabili. Come quella fatta dal sindaco capitolino Walter Veltroni ieri mattina in un «consiglio di guerra» convocato in tutta fretta per gestire l’emergenza. Il carburante non c’è? I taxi arrancano? Niente paura: le 600 auto bianche a gasolio che girano per Roma (circa il 10 per cento del totale) hanno potuto fare rifornimento presso le pompe dei depositi dell’Atac, l’azienda di trasporto pubblico, sparsi in tutta la città. Tutto ciò, ha spiegato il sindaco «per garantire la mobilità ai cittadini». Quelli che usano il taxi, ça va sans dire.
Più o meno nelle stesse ore il comandante dei vigili romani, Angelo Giuliani, peraltro presente anche lui all’incontro che ha redatto il piano d’emergenza, guardava sconsolato l’indicatore delle auto di servizio scendere verso il rosso e chiudeva i rubinetti con un fax urgentissimo inviato ai 19 corpi municipali, al gruppo intervento traffico e alla centrale operativa: niente pattuglie in giro a controllare il territorio, ma uscite solo per gli interventi «improcrastinabili». E sì che la sicurezza e la gestione della viabilità sono cosucce che riguardano tutti, anche coloro che non si possono permettere di salire su un taxi.
I vigili romani peraltro, ieri mattina, non hanno potuto fare a meno di intervenire per regolare l’assalto a una delle poche stazioni di servizio ancora aperte in Corso Francia. In tutte le altre solo un cartello sconsolato. Così nella capitale, ma così anche a Milano, dove ieri la Confesercenti parlava di un 80 per cento di pompe chiuse e sulla tangenziale ieri mattina ancora si poteva sperare di riempire il serbatoio pagando il pegno di mezz’ora di fila. Chi vive vicino al confine ieri ha messo la freccia in direzione Svizzera. A secco anche il Veneto, dove a Monselice un automobilista esasperato ha cercato di forzare un blocco di «padroncini» gettandone a terra due. Caccia alla benzina inutile in Calabria e su tutta la Salerno-Reggio Calabria, in Puglia e in Liguria, dove i parsimoniosi benzinai ancora forniti ieri razionavano l’oro blu vendendone 10 euro alle auto e 5 alle moto. Poi la notizia: il blocco è finito, il disagio non ancora: «Ci vorranno 48 ore per avere un servizio regolare», dicono i sindacati. Fiduciosi aspettiamo. In fila.