La Roma vince a Udine e non molla Ma l'Inter batte la Fiorentina e resta a +4

L'Udinese va in vantaggio con Di Natale ma i giallorossi rimontano con Vucinic, Taddei e Giuly: finisce 3 a 1. La squadra di Spalletti dimostra carattere e grinta e continua la rincorsa campionato. I nerazzurri a San Siro superano i viola con due gol di Cambiasso e Balotelli

Milano - La Roma litiga (ancora Panucci protagonista) ma vince a Udine, rimontando dopo il colpo sferratole da Di Natale, e risollevandosi dopo il ko di Champions. Ma l'Inter in serata risponde con un secco 2-0 alla Fiorentina - uno degli ostacoli più difficili del calendario in questo sprint scudetto - e conserva un +4 sull'inseguitrice. Un tempo equilibrato, poi in avvio della ripresa l'Inter con una combinazione Vieira-Cambiasso e poi con Balotelli chiude la partita: a confortar Mancini, oltre a risultato e distacco invariato a cinque giornate dalla fine, è la ritrovata condizione fisica: l'Inter ha vinto di potenza fisica, oltre che di volontà.

A trascinare i giallorossi a Udine nel pomeriggio, Pizarro e soprattutto De Rossi, che dimostra di essersi già messo alle spalle l'episodio del rigore sbagliato a Manchester. Fa discutere l'atteggiamento di Totti nei confronti dell'arbitro Rizzoli, 'reo' di averlo ostacolato in occasione di un tiro a rete del capitano romanista: il 'vaffa' è ripetuto, il direttore di gara lo sanziona con un giallo. La rete di Di Natale è stata frutto di un malinteso fra Doni e Panucci, ma per il resto la colpa principale dell'Udinese, apparsa non in palla come in precedenti occasioni, è stata di non essere riuscita ad attivare in modo produttivo il tandem offensivo composto dallo stesso Di Natale e da Quagliarella. Il turno odierno regala una preziosa, e meritata, vittoria al Cagliari, che grazie ai gol del solito Acquafresca ha violato il campo di un Livorno sempre più a rischio di B, e contestato. Così la squadra sarda si è portata pienamente in zona salvezza, a quota 32 punti, impresa che fino a un mese fa sembrava disperata. Spinelli, deferito in settimana per le telefonate a Moggi, assiste al crollo della sua squadra, ora ultima a 29 punti, sul baratro della B. Molto utile anche il successo della Reggina contro la Sampdoria dell'ex tecnico dei calabresi Walter Mazzarri. A risolvere il match è stato Brienza, forse l'acquisto più indovinato, fra quelli più recenti, del presidente Foti.

La Lazio stava portando a casa il successo sul Siena, nonostante le tante assenze dovute a motivi di turn-over (per il tecnico dei biancocelesti Delio Rossi la Coppa Italia conta molto), poi però un regalo del portiere Muslera ha permesso ai toscani di pareggiare, confermando che gli uomini del presidente Lotito non devono aver visto giusto quando, in Sudamerica, hanno cercato un'alternativa a quel Carrizo che non poteva venire. Tra le vincenti del turno odierno c'é anche il Napoli, con la mano 'galeotta' di Lavezzi e le giocate dell'ottimo Hamsik. A fare le spese del ritrovato estro degli azzurri dopo la batosta di Catania è stata l'Atalanta dell'appena riconfermato Del Neri, condizionata dall'assenza del suo uomo-faro Cristiano Doni. Nel Genoa che ha travolto il Torino Borriello ha colpito ancora, portandosi a quota 19 nella classifica dei marcatori, ma la partita più che le doti dei padroni di casa ha evidenziato le gravi carenze della squadra ospite, quella granata, che non riesce mai ad avere un rendimento costante, effetto dovuto anche ad alcune scelte sbagliate in sede di mercato, vedi quel Recoba oggi fantasma di se stesso. Nelle prossime ore Carlo Mazzone potrebbe ricevere una telefonata dal presidente Cairo, anche se Novellino si dice certo di poter rimediare alla nuova crisi della sua formazione.

Scontato il pari fra Empoli e Parma, ovvero due squadre alle quali un punto a testa oggi bastava. Ma é un peccato vedere sprecato un potenziale offensivo (leggi Lucarelli-Budan-Corradi) come quello degli emiliani.