Roma al voto tra sospetti e polemiche

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La capitale al voto. Oggi i romani sono chiamati alle urne per decidere il sindaco della città dopo una campagna elettorale dai toni particolarmente accesi. Neppure la vigilia delle elezioni, di prassi riservata al silenzio, è trascorsa indenne dalle polemiche. Critiche sulla macchina organizzativa e su certe dichiarazioni di Veltroni, accusato di continuare a fare propaganda anche a ridosso dell’apertura dei seggi.
«Latitanti» 800 presidenti. Anche se le defezioni sono fisiologiche in ogni tornata elettorale, gli 800 presidenti che non si sono presentati (così come numerosissimi scrutatori) hanno creato qualche difficoltà alla macchina organizzativa. Il Comune è dovuto correre ai ripari, «con grande sforzo», sostituendo gli assenti come previsto dalla legge con i dipendenti comunali, tra cui i vigili urbani, che avessero specifica formazione. «Basta con i seggi fantasma - attacca il segretario aggiunto della Cisl polizia municipale, Gabriele Di Bella - quelli che fino all’attivazione della macchina elettorale esistono solo sulla carta, perché in questo caso si è rischiato di far saltare le elezioni. È chiaro che il cittadino chiamato a fare il presidente di seggio deve adempiere al suo dovere, ma l’amministrazione deve garantirgli in tempo utile una formazione di base e fare in modo che la persona chiamata sia disponibile». Il candidato sindaco di Roma con gli Ecologisti, Roberto De Santis, denuncia invece il «pericolo di irregolarità» nel voto per il rinnovo del Consiglio comunale e annuncia che ne chiederà l’invalidazione». Ci sarebbe a suo dire «conflitto» tra la figura di presidente di seggio «che deve garantire la totale trasparenza e soprattutto la sua figura super partes e del “presidente vigile” che è al contempo dipendente comunale».
Il silenzio «violato». Levata di scudi da parte degli esponenti dell’opposizione contro il sindaco Veltroni accusato di aver «violato l’obbligo del silenzio elettorale» annunciando la nascita di un polo del rugby da dedicare ad uno sportivo scomparso tre giorni fa. «Diffondere un comunicato stampa su un nuovo progetto della giunta è uno scandalo, oltre che una vergogna - sostiene il parlamentare di An Fabio Rampelli - Mi rammarico che anche alla fine della campagna elettorale si debba assistere a un tale scivolone, cercando di usare a fini politici e propagandistici le prerogative istituzionali della giunta comunale uscente». Gli fa eco il consigliere capitolino Luca Malcotti, di An: «Il sindaco è sempre più nervoso se si riduce dal letto del Gemelli alla violazione del silenzio elettorale, con l’ennesima dichiarazione propagandistica sull’operato della sua giunta». Critiche anche dal senatore di An Marcello De Angelis, secondo il quale «è molto triste che si pensi di utilizzare a fini elettorali la morte di Renato Speziali». Vincenzo Piso, consigliere comunale di An, parla di «sindrome da inaugurazione». Immediata la replica del Campidoglio: «Il sindaco rimane tale anche se candidato. Quindi tali polemiche sono incomprensibili, perché il sindaco ha solo inviato un telegramma per porgere le condoglianze per la morte di una persona che tanto ha fatto per Roma». Polemiche anche sugli auguri inviati dall’ex presidente degli Usa Bill Clinton al sindaco uscente. An accusa lo staff di Veltroni di aver dato in ritardo la notizia per moltiplicarne l’effetto propagandistico.
Propaganda vicino ai seggi. Il segretario regionale dell’Udc Luciano Ciocchetti ha presentato un esposto al prefetto e al segretario generale del Comune per violazione della legge elettorale. «Con l’apertura dei seggi - spiega - molti rappresentanti di lista dell’Udc hanno riscontrato e comunicato che nelle immediate vicinanze dei plessi scolastici ove hanno sede i locali di votazione sono presenti manifesti, in particolare di candidati della lista Veltroni, affissi fuori degli spazi in aperta violazione di legge».