Roma, arrivano i dispositivi "anti-uomo" per allontanare i clochard

Il caso in zona Marconi, dove sono comparsi dei dissuasori metallici anti-bivacco

In quel cantuccio riparato da un balcone di solito dormivano due clochard. Due veri e propri habitué della zona Marconi. Ogni notte li potevi trovare rannicchiati sotto alle stesse finestre. Quelle di un palazzo in piazza Augusto Righi, in XI Municipio.

Neppure l’arrivo del grande gelo in città li aveva persuasi ad abbandonare la strada, tanto che i volontari di Ecoitaliasolidale e quelli della Protezione Civile Arvalia avevano preso a passare di lì con aiuti e coperte. “Questo – spiega oggi Piergiorgio Benvenuti, presidente di Ecoitaliasolidale – finché i due senzatetto non sono spariti e al loro posto sono comparsi dei dissuasori di metallo”. I condomini, evidentemente esasperati dalla presenza dei due clochard, hanno recintato l’area, ancorando a terra un reticolato di dissuasori metallici “dentati” tali da rendere impraticabile il bivacco.

Proprio così. Qui le cose non funzionano come nel Pinciano con residenti e commercianti che ancora piangono la scomparsa del caro Nereo, il clochard amico del quartiere. Qui si respira aria di disperazione. Proprio come dalle parti della stazione Tiburtina dove, lo scorso anno, sulle panchine di via Giovanni da Procida fecero la loro comparsa i dissuasori anti-bivacco. In poche parole dei braccioli, concepiti per impedire ai senzatetto di stendersi. Un’iniziativa presa dai residenti in nome del decoro che destò parecchio scalpore e inevitabili furono le polemiche.

Rispondono alla stessa logica gli “strumenti anti-uomo” denunciati da Benvenuti. “Chiediamo alle istituzioni, dal Municipio competente al Comune di Roma, di intervenire – prosegue il numero uno di Ecoitaliasolidale – perché pur essendo probabilmente uno spazio privato, non è tollerabile l’istallazione di dispositivi orribili da vedere e offensivi per le coscienze dei cittadini. Non è possibile che il fenomeno dei clochard non trovi soluzioni a livello sociale bensì diventi un problema di decoro da dover eliminare”.

Commenti

jenablindata

Sab, 12/01/2019 - 02:07

le soluzioni a livello sociale ci sono da decenni: i dormitori pubblici ci sono,e sono quasi sempre semideserti. e le mense pubbliche pure,e si mangia pure decentemente (sperimentato) solo che non ci vanno: preferiscono prendersi qualcosa in giro con quello che ricavano dalla questua, e molti preferiscono dormire per strada perchè dicono che nel pubblico dormitorio si sentono insicuri: quindi che facciamo,li costringiamo? non si può. è la loro vita,e sono liberi di viverla come vogliono. fatta questa precisazione, è anche vero che non si può permettere loro di fare quel che vogliono sempre... quindi se disturbano vanno allontanati, esattamente come capita a qualsiasi altra persona,quando disturba: altrimenti va a finire che per proteggere i loro diritti,si ledono quelli altrui.

cesare caini

Sab, 12/01/2019 - 09:00

Andrebbero adottati anche a Milano ! Lo scenario che si presenta vicino alla stazione centrale è sconfortante non degno di una grande città che accoglie !