L'esercito lascia il campo rom: la delusione dei residenti

È già finito il turno dei militari della brigata Sassari a presidio del campo rom di via Salviati. I residenti: "La puzza di bruciato è ancora fortissima"

A marzo era persino arrivato l’esercito a presidiare il campo rom di via Salviati, alla periferia est della Capitale, da sempre sinonimo di illegalità e degrado. Ed aveva fatto capolino anche la sindaca di Roma Virginia Raggi annunciando che da quel giorno si sarebbe aperto “un nuovo capitolo” per Tor Sapienza e dintorni.

Senza più roghi tossici, né sversamento di rifiuti, grazie all’impegno dei ragazzi della brigata Sassari, schierati a presidio del territorio e per ispezionare i furgoni dei nomadi assieme alla polizia locale. “Devo ringraziare la prefettura, il Viminale, il ministero della Difesa, l’esercito e la brigata Sassari che di fatto ci sta affiancando per fare vigilanza e presidio h24 per tutelare la zona”, aveva spiegato la prima cittadina nel corso di una diretta Facebook da via Salviati. Quello che però non aveva detto è che la permanenza dei militari si sarebbe protratta solo per tre settimane. Torneranno? Chissà.

Dal Campidoglio si dicono comunque soddisfatti perché, “sebbene non siano stati debellati, i fumi tossici e gli incendi sono diminuiti”. Gli abitanti di Tor Sapienza, invece, sono parecchio delusi. La denuncia dei vari comitati di quartiere è unanime: “Ci avevano promesso l’installazione di videocamere e l’esercito, le prime non sono mai arrivate, mentre il secondo già se n’è andato”. Rimangono solo due auto dei vigli urbani a sorvegliare l’area e “la puzza di bruciato è ancora fortissima”. Cosa ne è stato, invece, dell’immondizia in cui affogava via Sansoni? “È ancora tutta lì”.