Sembrava morto d'infarto invece era stato ucciso da un ultrà della Roma

In un primo momento sembrava fosse morto per cause naturali. Invece era stato pestato da un tifoso romanista al culmine di una lite condominiale

Antonio Bracci, 60 anni, sembrava fosse morto per cause naturali: un attacco cardiaco dopo alcune cadute. Invece era stato preso a bastonate da un vicino di casa al culmine di una lite condominiale in via Fabriano, a San Basilio. Zona periferica di Roma.

Era il 28 luglio dello scorso anno quando il corpo della vittima è stato trovato vicino alla sua abitazione. Oggi i carabinieri hanno rintracciato e arrestato il presunto responsabile del delitto. Si tratta di uomo di 29 anni già detenuto nel carcere di Velletri dopo essere stato catturato qualche mese fa nell’ambito di un’operazione antidroga, un traffico di stupefacenti con il Sud America organizzato da personaggi vicini ai Casamonica.

Il giovane è accusato di omicidio preterintenzionale. Durante l’investigazione i militari hanno incontrato non poche difficoltà. Come riporta il Corriere della Sera indagare a San Basilio ha contribuito a ritardare l’individuazione del presunto responsabile dell’omicidio.

L’indagato, considerato vicino agli ambienti del tifo ultrà della Roma, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip. Nell’ordinanza viene contestata l’aggravante dei futili motivi poiché la vittima, spiegano i carabinieri, "veniva colpita di notte, all’improvviso, con la consapevolezza che non avrebbe avuto la possibilità di difendersi a causa della sua età e del suo stato di lieve ubriachezza".

Il motivo della lite sarebbe stato collegato a screzi per una festa a casa di Bracci e rumori molesti che avrebbero disturbato il 29enne. Anche l’autopsia, in un primo momento, ha messo gli investigatori sulla strada sbagliata. Alcuni elementi hanno tuttavia spinto gli agenti a non demordere e il secondo esame autoptico ha evidenziato come l’infarto non è stato provocato da un malore fatale, ma dai colpi ricevuti.