Strangolò e bruciò il corpo dell'ex fidanzata: condannato all'ergastolo l'assassino di Sara Di Pietrantonio

Uccise per gelosia l'ex ragazza e ne diede alle fiamme il corpo tre anni fa. A decidere il fine pena mai la corte d'assise d'appello di Roma, al termine di un nuovo processo di secondo grado. È condannato per due reati distinti: stalking e omicidio pluriaggravato

È stato condannato all'ergastolo Vincenzo Paduano, l'ex guardia giurata accusata di aver tramortito, strangolato e bruciato il corpo di Sara Di Pietrantonio. A deciderlo è stata la corte d'assise di appello di Roma, al termine del nuovo processo di secondo grado, scaturito dal rinvio degli atti della Corte di Cassazione solamente perché venisse rideterminata e aggravata, con il carcere a vita, la pena a carico dell'imputato.

I due reati

La suprema Corte, nell'accogliere il ricordo della procura generale, aveva disposto un nuovo processo, ritenendo il reato di stalking non assorbito in quello di omicidio, come invece sostenuto nel primo giudizio d'appello, che si era concluso con una condanna a 30 anni di reclusione. Paduano è quindi stato così condannato per due reati distinti, l'omicidio pluriaggravato e lo stalking.

I sospetti

La studentessa di 22 anni, ex fidanzata dell'uomo, era stata uccisa la notte del 29 maggio 2016 nel quartiere della Magliana, a Roma. All'alba, dopo la segnalazione di un'auto in fiamme, i vigili del fuoco, intervenuti a spenere l'incendio, avevano trovato a poca distanza dalla macchina, il corpo semicarbonizzato della ragazza. A condurre le indagini, gli agenti della squadra mobile che, sentiti i familiari e gli amici della giovane, arrivarono in breve tempo a individuare nell'ex fidanzato il responsabile del gesto. Paduano, infatti, nonostante la loro relazione fosse finita continuava a perseguitare la 22enne. Le indagini puntarono sull'ex, che non si rassegnava alla fine di quella storia. Fermato, confessò di aver ammazzato la ex fidanzata per gelosia.

La dinamica dell'omicidio

In base alle ricostruzioni di quella notte, l'ex guardia giurata, mentre era di turno come vigilantes, lasciò il posto di servizio arrivando sotto l'abitazione del ragazzo che frequentava Sara in quel periodo, per aspettare che la giovane lo riportasse a casa. A quel punto Paduano aveva iniziato a seguirla e, speronando la sua macchina, l'aveva costretta a fermarsi. Una volta bloccata in strada la tramortì e la strangolò per poi bruciare il corpo.

"La sentenza aiuti le altre donne"

"Non c'è sentenza che possa riportarci Sara o che possa lenire questo dolore, che per me è invalidante. Io, almeno, posso sperare che le altre donne, sulla base di questa sentenza, possano trovare il coraggio di denunciare e comprendere quello che non aveva compreso Sara", ha dichiarato a LaPresse Concetta Raccuglia, mamma della 22enne.

Commenti

Blueray

Mer, 11/09/2019 - 20:56

Bene così.

Popi46

Gio, 12/09/2019 - 06:35

In casi come questo i fine pena mai dovrebbero essere la regola e non l’eccezione