Romani e milanesi, baby-cafoni da record

L’immagine-simbolo del bambino molesto si nasconde in una scena del film «Vacanze d’inverno», quando il ragionier Moretti (Alberto Sordi) arriva nel più lussuoso hotel di Cortina accolto da un bimbo vestito da alpino che gli rifila un calcione negli zebedei; Albertone fa il superiore, ma accusa il colpo e allontanando il piccolo gli fa: «A bimbè, ma nun ce l’hai la mamma? Va da mamma, va...».
Non sappiamo se tra gli albergatori intervistati per stilare la classifica dei baby clienti più indisciplinati d’Europa ci sia anche quello di Cortina, ma di sicuro pure lui su una certa precoce maleducazione ne avrebbe da raccontare. Che poi - diciamolo - a risultare veramente insopportabili non sono i comportamenti delle carognette di turno, ma quelli dei suoi genitori: mamme e papà che, dinanzi alle peggiori malefatte delle loro creature, si stampano sulla faccia la solita espressione tollerante, quasi a dire «poverino, ha soli 6 anni... va capito...». Ma come, lui - il 6enne - già si comporta da teppista e loro - i genitori - non lo bloccano? E se poi uno dei presenti (magari vittima dei blitz del vandalo in erba) si permette di arginarne le intemperanze, ecco che i genitori fanno pure gli offesi: «Senta lei, perché sgrida il nostro cucciolo?». Sì, di rottweiler...
Scenate, capricci, attacchi isterici sotto gli occhioni amorevoli della mammina e l’ostentata indifferenza del papino. Fatto sta che uno studio dell'associazione «Donne e qualità della vita», condotto su un campione di 500 albergatori europei, fornisce un giudizio impietoso: per il 66% del campione i marmocchi italiani in vacanza sono giudicati più cafoni dei loro coetanei degli altri paesi.
A contendersi la palma dell’inciviltà sono, quasi a pari «merito», i figli dei romani (19%) e dei milanesi (17%), seguiti dai pargoli dei napoletani, malgiudicati dal 14% degli intervistati, dei torinesi (13%), dei bolognesi (11%), dei baresi (10%), dei palermitani (8%) e dei calabresi (7%). Tra i più educati i fiorentini e gli umbri, che incassano appena il 3% dei giudizi negativi, seguiti dai veneziani con il 5%.
Ai marmocchi italiani gli albergatori europei rimproverano di essere irrispettosi nei confronti degli altri ospiti dell'albergo. Viene contestata nel 22% dei casi l'eccessiva vivacità fuori luogo: urla, parolacce e schiamazzi nelle stanze e negli spazi comuni. Nel 20% dei casi gli albergatori denunciano corse nei corridoi e nella hall, nel 17% danni alla struttura (scritte sui muri, oggetti rotti, ecc). A tavola, secondo il 15% degli intervistati, i bambini italiani risultalno particolarmente odiosi: voce troppo alta, lamenti, corse tra i tavoli. Per il 12% del campione i bambini italiani trovano divertente giocare con l'ascensore, mentre il 9% condanna l'abitudine di tenere alto il volume di tv e radio nelle stanze.
Quali sono, invece, i bimbi più amati? Secondo gli albergatori europei i figli degli svedesi sono i più educati e rispettosi (27%), seguono i danesi e gli svizzeri. Ben giudicati per buon condotta anche gli irlandesi (19%) e i figli degli inglesi (15%). Meno bene, ma comunque giudicati meglio degli italiani, i bambini spagnoli e russi, che condividono il 12% dei consensi.
Ma quali sono le buone regole da seguire durante un soggiorno in albergo? Al primo posto c'è la guerra ai rumori molesti. Quindi, anche all'interno della propria camera, niente televisione e radio al massimo, niente grida, strilli, lamenti, mugolii. Stessa regola negli spazi comuni dell'albergo: tenere a bada l'esuberanza dei propri figli e limitare gli schiamazzi nei corridoi e in ascensore.
Se poi, al culmine dell’esasperazione, vi viene voglia di rifilare a chi sapete voi un sonoro ceffone, fare pure... Ma, se siete in Svezia, state attenti a non farvi vedere da nessuno. Potreste finire in galera...