A Romani piace la salsiccia operaia

Il porceddu era assente ingiustificato, ma la carne al fuoco (metaforica e non) era comunque molta. Così, la visita del ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani agli operai cassintegrati della Vinyls «autoreclusisi» nell’ex carcere dell’Asinara ha visto due menu: uno a base di rassicurazioni e colloqui con i lavoratori che attendono di conoscere l’esito delle trattative del fondo svizzero Gita che intende comprare gli impianti di Porto Torres, Ravenna e Marghera; l’altro, invece, a base di salsiccia, salame e affettati vari, con cui il ministro è stato accolto dagli operai: «È venuto senza stampa, per incontrarci di persona e lontano dai riflettori. È stato un bel segno», spiegano i lavoratori. Romani (nonostante un leggero ritardo dovuto al traffico aereo), tra una fetta e l’altra, ha garantito l’affidabilità degli investitori del fondo, incontrati nelle scorse settimane. La vertenza si chiuderà probabilmente a metà gennaio. E il porceddu per quel tempo sarà cotto a puntino per festeggiare.