La Romania chiude la porta ai rifiuti di Napoli

Al centro dell’inchiesta l’intero sistema di misurazione che falserebbe i volumi erogati, e pagati dagli utenti, aumentandoli anche del 10%

da Napoli

Due no e tre pesanti critiche, sono stati incassati nel giro di poche ore, sul fronte della emergenza rifiuti in Campania, dal governo, dal presidente della Regione, Antonio Bassolino, dal sindaco Rosa Russo Iervolino e dal commissario straordinario per la emergenza rifiuti, Guido Bertolaso.
Il primo no è in romeno. Arriva dal ministro dell’Ambiente di Bucarest Attila Korodi: «La Romania non ha neanche la capacità, sufficiente per accumulare correttamente i suoi rifiuti, ed è per questo motivo che non aggiungeremo alla nostra immondizia, anche quella che proviene da altri Paesi». Korodi ha poi chiarito: «Non ho ricevuto alcuna richiesta ufficiale da parte dell’Italia».
Ma, a prendere in esame una eventuale spedizione di «monnezza» campana in Romania, erano stati alcuni tecnici del ministero dell’Ambiente, che avrebbero pensato a questa soluzione in attesa dell’apertura di cinque discariche, una per provincia.
La prima critica è dell'amministratore delegato di Edison, Umberto Quadrino. «Quello dei rifiuti è un problema tutto italiano, come succede per il nucleare. Ricordo quello che diceva Luttwak (noto studioso americano, ndr) e cioè che ognuno si deve mangiare i propri rifiuti. Non si possono esportare i rifiuti altrove, è un segno di inciviltà». Il secondo no (e la seconda critica) lo ha pronunciato l’assessore regionale della Lombardia alle Reti, Servizi di pubblica utilità e Sviluppo sostenibile, Massimo Buscemi. «I rifiuti non sono trattati, ma abbandonati da due settimane: sono dunque il peggio del peggio di quanto possa partire dalla Campania. Noi abbiamo il dovere di tutelare l'ambiente e la salute dei nostri cittadini e lo facciamo. Stessa cosa avrebbero dovuto fare Iervolino e Bassolino, mentre, a quanto si vede, non lo hanno fatto nei non pochi anni di governo del Comune di Napoli e della Regione Campania». Poi, la stroncatura finale a Bassolino e Iervolino. «Dovrebbero trarre l'unica conclusione dignitosa: dimettersi».
Ma mentre Bassolino e Iervolino cercano una «pattumiera» per i rifiuti di Napoli e della Campania, il parlamentare Disobbediente, Francesco Caruso (Prc), avverte tutti: «Bertolaso stia attento a non tirare troppo la corda, Acerra è una polveriera pronta a esplodere, in maniera incontrollata e drammatica». E sulla discarica riaperta nei giorni scorsi, Caruso ha poi ritenuto che sia «scandaloso abusare della pazienza di una città, alla quale già il commissariato pretende di imporre l'installazione dell'unico termovalorizzatore della Campania e in più, come indennizzo, gli impianta in semiclandestinità una mega discarica nel cuore della notte. Oltre al danno la beffa».