Romano, il Corsera e Montezemolo

da Roma

Il G7 arriva in ordine sparso a Tokio, per discutere la situazione economica internazionale. Le possibilità di una risposta globale alla crisi finanziaria, innescata dai mutui subprime, si fanno minime alla luce delle dichiarazioni rese da alcuni ministri finanziari alla vigilia del vertice. Se gli Usa «sponsorizzano» infatti una risposta di politica fiscale e monetaria aggressiva, l’Europa frena.
«Sono ancora convinto che avremo una crescita, anche se minore di qualche tempo fa», dice il segretario al Tesoro Henry Paulson. L’ex numero uno di Goldman Sachs conta sul pacchetto di tagli fiscali da 150 miliardi di dollari, sommato alla riduzione dei tassi d’interesse molto aggressiva (1,25 punti in poche settimane) operata dalla Fed, per rilanciare l’economia. E vorrebbe comportamenti analoghi da parte degli altri partner del G7. Ma le risposte ottenute appaiono molto prudenti. Il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck ha chiarito di non avere in vista alcun piano di stimolo fiscale, rimarcando poi che «l’impatto della crisi subprime sul settore finanziario non è ancora del tutto chiaro». Per il cancelliere dello Scacchiere britannico Alistair Darling, «la prima cosa da ricordare è che, nei Paesi del G7, le condizioni non sono le stesse». Giovedì, la Banca d’Inghilterra ha ridotto i tassi con moderazione, di un quarto di punto. La Bce è invece rimasta ferma, anche se il presidente Jean-Claude Trichet ha aperto uno spiraglio verso un possibile allentamento della politica monetaria. Con gli Usa si schiera il Canada, che ha in programma vasti tagli fiscali. Il Giappone sta invece con gli europei. «Continueremo a monitorare strettamente i mercati, e restiamo impegnati a intraprendere le azioni necessarie, insieme e come singoli Paesi, per assicurare stabilità e crescita alle nostre economie», si legge in un draft dell’odierna dichiarazione conclusiva. Un impegno piuttosto vago.
L’incertezza di fondo riguarda ancora la profondità e la durata della crisi finanziaria. Secondo l’eurocommissario Joaquin Almunia, che partecipa al summit di Tokio, «durerà molto più a lungo di quanto avevamo previsto».
Sarà il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, quale presidente del «Financial Stability Forum» a presentare una relazione provvisoria sull’argomento, in attesa del report definitivo per il G7 di aprile, a Washington.