Romano, il gip chiede l'uso delle intercettazioni "Comitato d'affari per interessi mafiosi"

L'inchiesta riguarda delle somme di denaro intascate quando la società <em>Gas</em>, di cui era socio Massimo Ciancimino, è stata venduta a un'azienda spagnola. Il gip Piergiorgio Morosini ha chiesto alla Camera l'autorizzazione
all'uso delle intercettazioni

Un "comitato d'affari" collegato a interessi mafiosi. Sarebbe questa la ragione per cui il gip Piergiorgio Morosini chiederà alla Camera l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni per l'inchiesta in cui è coinvolto il ministro dell'Agricoltura Saverio Romano.

Secondo l’accusa Romano tra il 2003 e il 2004 avrebbe intascato delle somme di denaro nell’ambito della vendita della società Gas, di cui era socio Massimo Ciancimino, ad una società spagnola. Nell’inchiesta sono coinvolti, per un giro d'affari dei un milione e 330mila euro anche il senatore del Pdl Carlo Vizzini, l’ex presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro e a Salvatore Cintola, ex senatore ed ex deputato regionale dell’Udc morto l’anno scorso.

Romano e Vizzini si sono sempre dichiarati innocenti. La difesa del senatore ha sempre ribadito, anzi, che i soldi di cui si parla nell’intercettazione tra il politico e il tributarista Gianni Lapis, sarebbero serviti per "un investimento finanziario di Vizzini". Per quanto riguarda Romano, invece, Lapis ha sostenuto che il denaro, 50mila euro, era un finanziamento al partito, l’Udc in cui militava allora Romano, ma il ministro ha sempre negato i fatti.