Romano maratoneta e il giallo del 15° chilometro

Gabriele Villa

nostro inviato a Reggio Emilia

«A dire la verità l’onorevole Prodi non è stato registrato a un passaggio, il passaggio del quindicesimo chilometro». Intende dire che non ci sono dati, né tempo intermedio, né rilevamenti elettronici o visivi da parte dei giudici, che confermino che l’illustre concorrente della maratona di Reggio Emilia, abbia regolarmente compiuto e superato il primo terzo di una gara lunga 42 chilometri? «Esattamente, ma non mi faccia aggiungere di più. Se non una precisazione: durante manifestazioni affollate come questa può capitare che un concorrente non venga rilevato a un check del percorso, ma un buco non basta a mettere in dubbio la regolarità della corsa di un podista. Per noi quel passaggio mancante, non andando Prodi a premio, è irrilevante». Christian Mainini, è un giovane serio, un giudice della Fidal, la Federazione di atletica. Uno dei 18 giudici di gara in servizio l’11 dicembre a Reggio nella ormai celeberrima maratona, che ha destato più di un sospetto per la prestazione atletica di Prodi. A 66 anni, senza allenamento specifico tranne lunghe sgambate in bici, senza essere un assiduo frequentatore di marce, ha, non solo portato a termine con disinvoltura il tragitto classico di 42 chilometri e 195 metri ma lo ha fatto con un tempo notevole: 4 ore, 21 minuti e 50 secondi. Ma i conti, o meglio i chilometri, non tornano.
La serenità con cui il giudice Mainini, avviato verso una brillante carriera di arbitro internazionale, riconosce l’esistenza di un buco nel percorso di Prodi, rafforza la denuncia a Vanity Fair di un distinto signore di Fiesole, Giovanni Messeri. Messeri, 42 anni, è invece lui sì, un maratoneta incallito. Quella di Reggio è stata la marcia numero 33, l’ha conclusa in un tempo di poco superiore a quello da Prodi, 4 ore e 27 minuti, ma al traguardo c’è rimasto male. Citiamo testualmente le sue parole: «Sono partito fra gli ultimi. Ho sentito Prodi alla partenza mentre, con modestia, diceva di non sapere neppure se sarebbe riuscito a coprire i 21 chilometri della mezza maratona, poi è partito, io ho tenuto un buon ritmo per tutto il percorso, lo stesso che avrebbe dovuto tener lui, visto che ha concluso sei minuti prima di me. Ha tagliato il traguardo fra gli applausi ma io l’ho visto, l’ho visto chiaramente, a metà gara, saltare su un’auto dei carabinieri e filarsela via. Ho pensato che avesse mollato. Umano, umanissimo, per carità. E invece all’arrivo ho scoperto che aveva finito con un tempo straordinario, migliore del mio». Fin qui la denuncia di Messeri. Ma cambiamo interlocutore e cambiamo giudice. Lega di atletica leggera, Uisp, comitato provinciale di Reggio, via Tamburini 5, interno 6. Anche Siro Gennari giudice di gara è sincero. «Certo il tempo dell’onorevole ha qualcosa di strabiliante, è parso a tutti un po’ strano. Ma nessuno di noi ha rilevato alcuna irregolarità, così il giudice d’appello, ha stilato un rapporto, depositato in Federazione, in cui ratifica l’esito della gara». Scusi, Gennari, ma quel microchip che i concorrenti indossavano alla caviglia è stato rilevato anche nel caso di Prodi? «Il chip viene rilevato solo in alcuni punti del percorso, dove i concorrenti vengono fatti passare su un apposito tappeto. Nel caso della maratona di Reggio i punti erano alla partenza, al decimo, al 21° al 30° chilometro e naturalmente all’arrivo. Mi pare di ricordare che il chip di Prodi a questi passaggi sia stato rilevato». Ma è possibile che un concorrente si sfili il chip e lo passi ad un altro collega più veloce o più allenato? «Purtroppo - ammette - è possibile, e si può fare più facilmente in gare superaffollate, come la maratona di Reggio...». D’accordo, il concorrente Messeri avrebbe dovuto all’arrivo sporgere reclamo perché venisse aperta un’inchiesta sulla gara di Prodi. D’accordo, c’è un discreto numero di persone, che giurano sulla correttezza agonistica del Professore. Due di essi hanno risposto con una lettera alle perplessità sollevate anche dal settimanale. Il preparatore atletico di Prodi, Giorgio Cimurri («Confermo di aver fatto tutta la maratona in compagnia di Romano Prodi. Il Professore con poco allenamento ma con tanta tenacia ha anticipato al traguardo molti semiprofessionisti. Quanto alle auto della scorta l’attendevano sì al chilometro 21, ma sono state sempre ben lontane, a bordo è salito solo il colonnello Bersella e forse questi è stato scambiato per Prodi»). L’altro il giornalista del Corsera, Francesco Alberti («Ho seguito in mountain bike la maratona di Prodi dal primo all’ultimo chilometro. Arrivato al 21° il professore ha manifestato l’intenzione di proseguire. Al traguardo c’è arrivato con le sue gambe»).
Ma ora, con quel buco al quindicesimo chilometro, tutto si complica. E la maratona di Prodi è diventato oggetto di un vivacissimo forum (oltre cento i messaggi al riguardo) sul sito ufficiale dei maratoneti (www.podisti.net).
Gabriele Villa