«Romano sogna di sciogliere la Margherita»

L’esponente dei Dl: «Ci ha provato anche coi Ds e gli è andata male, se continua così non si possono escludere altri candidati cattolici»

Luca Telese

da Roma

Le voci ufficiose della Margherita rimbalzano sulle agenzie: «Stupore e fastidio» per la lettera di Romano Prodi. Poi bocche sigillate. Tra i pochi che possono permettersi di dire di più c’è Enzo Carra, vecchia volpe post-democristana, uno che non nasconde il suo disappunto e spiega perché la mossa del candidato premier in queste ore viene considerata un passo falso.
Scusi Carra, cosa c’è che non va nel messaggio di Prodi?
«Merito e metodo, per cominciare».
Che è come dire tutto...
«Scusi, ma a lei pare normale che un leader si rivolga alla sua maggioranza sempre in questo modo, da fuori, con toni da enciclica papale?».
Non è la prima volta, però.
«È dall’investitura che Prodi fa così. Io però la considero un’aggravante».
Fin qui parliamo di metodo.
«Non ho finito. Trovo a dir poco curioso che tutti questi proclami prescindano dai deliberati della Margherita, dalle decisioni regolarmente prese, a maggioranza. È come se non fossimo considerati un partito, ma una curiosa collezione di uomini e di opinioni, da fare e disfare a proprio piacimento».
La verità è che pesa ancora quello strappo nel voto sulla lista unica...
«Scusi ma pensare prima che si potesse non votare, poi che il voto non contasse e poi che si potesse tornare indietro è stato, da parte di Prodi, un vero atto di arroganza».
E la richiesta di fare gruppi unici?
«Ma che gruppi! Abbia il coraggio di chiedere quello che vuole davvero».
Cioè cosa, secondo lei?
«Ma è chiaro! Prodi vorrebbe che la Margherita si sciogliesse. D’altra parte è un vecchio vizio. Ricordo che Parisi andò al congresso dei Ds a formulare la stessa richiesta. A dire il vero non ebbe molto successo».
Però Prodi stavolta agita lo spettro delle primarie, che piegherebbero le resistenze della Margherita....
«E questo chi glielo ha detto, scusi? Quelli a cui viene l’orticaria solo a sentire la parola primarie, fino a prova contraria, sono i Ds. Quando si apparecchiò la proposta in tavola, dopo la Puglia... fecero sparire non solo il piatto ma anche le posate, eh eh, eh».
Ma è una pietanza che andrebbe di traverso anche a voi, lo ammetta. Un eventuale plebiscito per Prodi...
«Plebiscito? Se continua così potrebbe esserci anche un’altra candidatura cattolica. Prodi è un cattolico adulto, chissà che non nasca una... Crociata dei fanciulli, come nel libro di Kurt Vonnegut. Ma ripeto: il problema più grande è dei Ds, gli unici che in quella partita non potrebbero competere».
Però sarebbe una prova di forza...
«Senta, se uno di cui nessuno mette in discussione la leadership usa le primarie come minaccia, a casa mia manda un segno di debolezza. O no?».