Romantici o materni Sessanta baci dall’arte italiana

Sul bacio, naturale espressione dell'amore, sono state scritte canzoni, poesie e libri interi, ci hanno girato film, creato quadri e sculture, e ci hanno fatto perfino dei cioccolatini. Un tema inflazionato, quello del bacio, «per questo in mostra abbiamo scelto solo baci con la "B" maiuscola, per non cadere nel banale», spiega Susanna Zatti, curatrice (insieme con Lorenza Tonani) de «Il bacio. Tra Romanticismo e Novecento», al Castello Visconteo di Pavia dal giorno di San Valentino. L'esposizione, organizzata da Alef con il Comune e la Provincia di Pavia, raccoglie una sessantina di opere. Si comincia dall'Ottocento e si arriva ai giorni nostri, attraverso una carrellata di grandi nomi dell'arte italiana. «Attraverso il bacio nel Romanticismo -spiega la Zatti- che recupera figurativamente gli sventurati amori resi noti da grandi opere della letteratura, si arriva alla Scapigliatura lombarda (che guarda al viaggio sentimentale di dimensione privata), per procedere tra le valenze simboliste legate al Divisionismo e le istanze del "verismo" dei Macchiaioli, si giunge agli esiti delle Avanguardie e a singole esperienze di artisti che ne seguirono, che affrontano episodicamente il tema, in forme spesso piegate a ricerche espressive autonome».
Il percorso espositivo si snoda attraverso 5 grandi sezioni. La prima (con, tra gli altri, «Bambino al seno» di Medardo Rosso, «Maternità» di Mario Bettinelli, «L'abbraccio materno» di Paolo Troubetzkoy) è dedicata al «bacio materno» e filiale, due facce della stessa medaglia: il bacio della mamma è destinato ad accompagnare un figlio per sempre, anche quando in un fisiologico rovesciamento dei ruoli il figlio diviene più forte del genitore, ma non cessa per questo di essere figlio, come dimostra la sensibile opera di Raffaele Borella «Le madri» in cui è un'anziana donna a baciare la figlia, a sua volte madre. La seconda sezione (con «I Fidanzati» di Silvestro Lega, «Gli amanti» di Carlo Levi, «Cleopatra lussuriosa» di Giuseppe Amisani), «baci desiderati e baci appassionati», riguarda i baci d'amore, da quelli solo agognati, come «Attrazione» di Tranquillo Cremona. La terza sezione, poi, mette in mostra i baci più noti della letteratura, quelli proibiti degli amanti sventurati e osteggiati, i baci per l'eternità di «L'ultimo bacio di Romeo e Giulietta» (Francesco Hayez), o quelli di «Paolo e Francesca» (Gaetano Previati). La quarta sezione è dedicata al noto «Il bacio» di Hayez con una delle quattro versioni che l'artista realizzò (quella datata 1861), a lungo appartenuta alla collezione Mylius, e ora in collezione privata.
Il Bacio. Tra Romanticismo e Novecento, fino al 2 giugno, Scuderie del Castello Visconteo, Pavia