Il romanzo giallo va in scena con Rino Silveri

La dodicesima rassegna prosegue, ora è la volta di un testo di Wallace: «La settima vittima»

Matteo Failla

Quello del giallo romanzesco in stile Edgard Wallace o Earl Deer Biggers non è certo uno dei generi più frequentati a teatro, ma è di quelli che riscuotono gran successo tra un pubblico che cerca una serata di svago all’insegna della suspence.
Quale occasione migliore quindi, per gli amanti del genere o per i semplici curiosi, della Rassegna del teatro giallo - giunta ormai al dodicesimo anno di rappresentazione continuativa - che andrà in scena al Teatro della Quattordicesima in tre differenti spettacoli, tutti con Rino Silveri come protagonista.
Tra i titoli dei gialli compariranno il prossimo marzo Charlie Chan – Morte di un pappagallo - in cui Rino Silveri (dopo Charlie Chan – Omicidio alle Hawaii, andato in scena la scorsa stagione) ritornerà nel ruolo dell’investigatore creato da Earl Derr Biggers – e dal prossimo aprile la novità assoluta L’assassino era in ritardo, scritto dallo stesso Silveri, per la prima volta autore del genere. In questi giorni viene rappresentato La settima vittima, tratto da Edgard Wallace, di Rino Silveri.
Perché il giallo è così poco frequentato a teatro?
«Non saprei rispondere a questa domanda – dice Silveri - stento a comprenderlo anch’io. Sembra essere poco apprezzato dal grande pubblico, mentre lo è molto dagli amatori. Noi comunque da anni continuiamo a portare avanti questo nostro percorso teatrale. Abbiamo iniziato questa rassegna di gialli al Teatro della Quattordicesima pensando di distinguerci dagli altri, anche perché riuscire a reggere la concorrenza con i grandi teatri che propongono i classici non è certo semplice: sarebbe stato un suicidio. Purtroppo il giallo sbarca nei grandi teatri solo quando il titolo viene accompagnato da un grande nome, meglio ancora se della televisione, come è già successo altre volte: ma ci arriva con un discorso più “salottiero” piuttosto che di amore verso il genere».
«La settima vittima» prende ispirazione da Wallace, ma in realtà si può considerare un suo lavoro, quasi un suo testo.
«Certo, ma è sempre stato così per tutti gli spettacoli che ho portato in scena; in realtà “La settima vittima” è di Rino Silveri, tratta da un testo di Wallace intitolato “Il giustiziere”: sono stati cambiati tantissimi elementi. Mi sembra giusto che l’ispirazione sia riconosciuta al nome illustre, ma nel mio spettacolo struttura e forma cambiano. Il soggetto rimane lo stesso, ma scene e caratteri sono a volte differenti: mantengo la base del racconto, ma cambio spesso la mentalità e i ruoli di alcuni personaggi».