«Rome chamber music festival»: tempo e spazio moltiplicati per tre

È giunto alla quarta edizione il prezioso quanto singolare festival cameristico romano Rome Chamber Music Festival, nato per iniziativa di un noto violinista americano innamorato di Roma, Robert McDuffie, e dell’imprenditore italiano Simone Chiarella. Ospitato nei primi anni all’Accademia americana a Roma, si è trasferito successivamente, anche per venire incontro alla sempre maggiore richiesta di biglietti, in quella che gli habitué di concerti considerano la più bella sala da musica del mondo, per la sua acustica perfetta e per la bellezza del luogo, l’Oratorio del Gonfalone, dalle parti di via Giulia, le cui pareti sono interamente affrescate da monumentali scene della passione di Cristo.
Pur se è cambiata la sede, identica è l’impostazione del festival: due settimane, ciascuna con un suo programma, replicato tre volte; artisti chiamati a raccolta da ogni parte del mondo, Italia compresa (quest’anno due fuoriclasse: il pianista Andrea Lucchesini ed il violoncellista Enrico Dindo, che si ascolteranno nella seconda settimana del festival, dal 26 al 28 giugno); programmi che viaggiano nel tempo, dal passato alla contemporaneità, e nello spazio, dalla vecchia Europa all’America. Questo giovane festival romano ci ripaga della perdita di uno storico festival napoletano gemello, ospitato a Villa Pignatelli e organizzato da Accardo, negli anni Ottanta.
Per la settimana inaugurale - i concerti, iniziati ieri, sono fissati anche oggi e domani con identico programma - il Rome Chamber Music Festival, autentica festa di violini, propone due capisaldi della musica strumentale cameristica di ogni tempo: il Concerto in si minore per quattro violini di Vivaldi e l’Ottetto di Mendelssohn, e nel mezzo una incursione nella musica del nuovo mondo, ospitando una vera leggenda del jazz, il polistrumentista cubano Paquito D’Rivera, accompagnato dal pianista Alon Yavnal.
Oratorio del Gonfalone, oggi e domani, ore 21, info 0632650710.