Il Rome Music Chamber Festival chiude in bellezza

Il Rome Music Chamber Festival chiude in bellezza.
Nell’Oratorio del Gonfalone, si è conclusa la quarta edizione del festival italo-americano, il Rome Chamber Music Festival fondato e diretto dal violinista Robert McDuffie. Ci mancherà, lo diciamo subito, perché assistere a concerti di così grande qualità anche nella Roma dalle mille associazioni musicali non è cosa facile.
Il festival in sé non è un festival vero proprio; ma cosa importa se poi è rara occasione di ascolto di musica da camera di grande fascino e spessore, affidata di volta in volta a solisti che onorano attualmente la scena musicale internazionale, a dispetto, in taluni casi, della loro giovane età?
McDuffie ha riunito attorno a sé gli italiani Lucchesini (pianoforte) e Dindo (violoncello); poi due giovani ma valorosissimi stranieri, un violinista russo, Philippe Quint (di antiche origini italiane, il cognome dei suoi avi, originari di Prato, era Quinto) che ci mette un ardore ed una partecipazione che solo l’entusiasmo giovanile e la voglia di crescere riescono ad assicurare ad un giovane di talento; ed accanto a lui una violista cinese, Teng Li, temperamentosa dal bel suono pieno e brunito, attualmente prima viola alla Sinfonica di Toronto, Canada. Tra parentesi, in quattro hanno tre strumenti straordinari: due violini rispettivamente Guarnieri del Gesù e Stradivari e un violoncello Ruggeri di fine Seicento. Strumenti preziosissimi che danno quel tocco in più ad una interpretazione davvero sublime.
Il programma del concerto come è prassi del Rome Chamber Music festival faceva la spola fra passato e presente. Il passato di Fauré (Quartetto per pianoforte e archi) e Dvorak (il celebre Quintetto per pianoforte ed archi) accanto al presente di Glass, del quale McDuffie attende di presentare prossimamente in prima mondiale le nuove «Quattro stagioni». Il violinista americano in coppia con Lucchesini ha presentato il terzo conclusivo movimento del celebre «Concerto per violino» di Glass, in una godibilissima, nobile riduzione per violino e pianoforte.