Romena uccisa in metro, Burtone portato in cella Amici insultano gli agenti

Si aprono le porte di Regina Coeli per Alessio Burtone, il 20enne romano che ha colpito con un pugno al volto Maricica Hahaianu, morta una settimana più tardi in ospedale. Secondo il gip Di Lorenzo ci sono il pericolo di fuga e di inquinamento delle prove

Roma - Dagli arresti domiciliari a Regina Coeli. Questa la decisione del gip per Alessio Burtone, il 20enne romano che ha ucciso con un pugno al volto Maricica Hahaianu nella stazione Anagnina della metro di Roma. Il gip ha firmato l'ordinanza notificata questa sera dai carabinieri a Burtone che, lasciati gli arresti domiciliari, è stato condotto nel carcere della Capitale. "Pericolo di fuga e di inquinamento delle prove" queste le motivazioni contenute nell'ordinanza firmata dal gip Sandro Di Lorenzo. Burtone è accusato di omicidio preterintenzionale per avere con un pugno causato la morte di Maricica Hahaianu. Burtone si trovavaa ai domiciliari.

La svolta La procura aveva chiesto al gip l'aggravamento della misura cautelare per Alessio Burtone in seguito alla morte di Maricica Hahaianu avvenuta venerdì scorso dopo una settimana di agonia. L'iniziativa della procura fu dettata dalle mutate esigenze cautelari per Burtone, accusato di omicidio preterintenzionale dopo la morte dell'infermiera. La procura aveva già fatto ricorso al tribunale del Riesame il 14 ottobre per chiedere l'emissione della custodia cautelare in carcere per Burtone, impugnando la decisione del gip di metterlo ai domiciliari. Giá in sede di convalida dell'arresto il pm Antonio Calaresu si era opposto alla richiesta di arresti domiciliari. Il gip, comunque, aveva deciso di concedere al giovane la misura più attenuata.

Gli insulti degli amici Scortato da quattro carabinieri Burtone ha lasciato la sua abitazione alla volta di Regina Colei. "Alessio libero", "Alessio uno di noi", gridano decine di ragazzi, tutti amici dei Burtone. Molti insultano i militari gridando "carabinieri pezzi di m..." e facendo gesti ingiuriosi. Burtone, accusato di omicidio preterintenzionale per avere con un pugno causato la morte di un'infermiera romena, si è infilato nell'auto dei carabinieri nascondendosi con il cappuccio di una felpa blu.

Il fratello della vittima "Deve andare in carcere e pagare per quello che ha fatto. Siamo sollevati perché giustizia è fatta". Lo ha detto Giovanni Petroiou, fratello di Maricica, l'infermiera romena morta dopo essere stata colpita al volto alla stazione metro Anagnina di Roma da un pugno sferrato da Burtone, secondo quanto riportato dall'avvocato della famiglia della donna, Alessandro Di Giovanni. Il fratello ha pronunciato queste frasi dopo aver appreso che Burtone era stato portato in carcere.

L'autopsia Un profondo trauma cranico determinato dal violento urto alla nuca e un'escoriazione di circa un centimetro sotto al labbro sinistro. Questi gli elementi che emergono dall'autopsia sul corpo di Maricica Hahaianu. Dai primi risultati dell'esame autoptico svolto nell'istituto di medicina legale dell'università La Sapienza, non emergerebbe un nesso tra la morte e l'operato dei medici del policlinico Casilino che hanno tentato di salvare la donna. Tutti i dati saranno comunque ancora esaminati e i consulenti consegneranno entro 30 giorni alla procura una relazione che viene definita "attendibile" e "chiara" sulle cause del decesso di Maricica.