Romeni, giro di vite per il campo di Rho

Una notte, in via Lopez, basta e avanza per trovarsi dei nuovi vicini di casa. E in questo complesso al civico 8 lo sanno per esperienza. Una notte. Giusto il tempo perché l’inquilina del secondo piano lasciasse l’abitazione. Giusto il tempo perché, avvertita da qualche informatore interessato, una famiglia di rom occupasse abusivamente l’alloggio libero. Tra sabato e domenica. «L’ennesimo episodio», denunciano gli abitanti del quartiere. Che, ieri pomeriggio, sono intervenuti di persona per cacciare i nuovi «ospiti»: due donne (una delle quali diceva di aspettare un figlio), tre bambini e un uomo. L’eredità della notte è una porta d’ingresso sfondata. Gli inquilini del palazzo la copriranno con un armadio. «Altrimenti - spiegano - domani siamo punto e accapo».
Via Lopez, Quarto Oggiaro. Ore di tensione risolte da un gruppo di trenta residenti. E la misura è colma. «È un problema politico e di ordine pubblico - sbotta Donato, uno dei rappresentanti del comitato di quartiere - non è possibile che ci tocca fare anche gli sceriffi. Abbiamo avvisato più volte il Comune di questa situazione, ma finora non è cambiato nulla». Anzi, spiegano, le cose sono peggiorate da qualche mese a questa parte. «Da quando il campo nomadi di via Triboniano è stato sgomberato».
Sono più di trecento le famiglie che abitano in questi stabili di edilizia popolare di proprietà della Ge.Fi. «Di affitto paghiamo anche 300 euro al mese - lamenta qualcuno -, poi arrivano questi e ci occupano gli appartamenti». E «questi» sono i rom. «Siamo assediati - aggiunge Vito, che in questo palazzo di proprietà della Ge.Fi. ci abita da 40 anni -. Non appena un appartamento rimane vuoto loro arrivano e lo occupano». Perché non è stata la prima volta, né sarà l’ultima. «Non possiamo continuare a difendere il palazzo da soli». Stessa linea, quella di Matteo Salvini, capogruppo della Lega a Palazzo Marino. «Domani (oggi, ndr) sarò in via Lopez per un incontro con i residenti. Faremo un censimento delle abitazioni occupate, e porteremo i dati all’attenzione del Comune. Ma una cosa è certa: non possiamo pretendere che siano i cittadini a dover affrontare da soli questo genere di emergenze».