Romeo e Giulietta di camorra, ma i clan non ci stanno

Una storia d’amore impossibile: lui fa parte di una cosca, lei è imparentata con quella rivale

da Napoli

Anche una storia d'amore, può essere la causa scatenante, per una guerra tra i clan. È successo lo scorso aprile quando un ragazzino di 17 anni, appartenente a una famiglia legata alla cosca dei Petito, fu pestato a sangue, solo perché era legato ad una ragazza di 16, a sua volta appartenente ad una banda rivale, una delle più temibili del Napoletano: i Verde. Eccoli i Romeo e Giulietta del terzo millenni: divisi dalla camorra.
Scenario di questa faida, Sant'Antimo, uno dei centri più cruenti della provincia, sin dai tempi della guerra tra la Nco (Nuova camorra organizzata), di Raffaele Cutolo e il cartello di clan, denominato Nuova Famiglia.
Subito dopo quel pestaggio, i carabinieri arrestarono tre dei responsabili di quell'agguato, che mise fine alla storia d'amore tra i due ragazzi. Mancava il quarto componente di quella spedizione punitiva ma, la scorsa notte, i militari, hanno messo le manette anche a lui: Antimo Petito, 24 anni, nonostante la giovane età, elemento di tutto rispetto nell'ambito della cosca dei Verde.
Al «rampollo» del clan Verde, i militari hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare, firmata dal giudice delle indagini preliminari, Marzia Castaldi, la cui richiesta era stata formulata dal pm, Giovanni Conzo. Le accuse sono di violenza privata, minacce e lesioni con l'aggravante di avere agito con il metodo mafioso.
La vittima del pestaggio, precedentemente minacciata di morte, una volta dimessa dall'ospedale, il 5 aprile scorso, si era recata dai carabinieri per denunciare di essere in pericolo di vita. Agli investigatori, il ragazzo raccontò di essere stato prelevato mentre si trovava in strada e punito con pugni, calci e bastonate. Riportò un trauma cranico e lesioni che gli hanno lasciato segni che non andranno via mai più dal suo corpo. Ma quello, fu solo un anticipo, gli dissero i «giustizieri»: «Se non lasci stare la ragazza, ti uccidiamo».
Adesso a Sant'Antimo sono in molti a chiedersi se, una volta assicurati alla giustizia tutti i partecipanti di quella furiosa spedizione punitiva, i due ragazzini torneranno assieme. «Magari avrebbero costruito una vita pulita assieme, lontana dai traffici dei loro familiari» sussurra malinconica un'anziana.Forse la camorra è più forte dell’amore.