Romeo e Giulietta, la storia è ribaltata

Non aspettatevi balconate, né giardini segreti. In Romeo and Juliet firmato Mauro Bigonzetti e Fabrizio Plessi per Aterballetto, in scena domani e venerdì agli Arcimboldi con musiche di Prokofiev, non c’è spazio neppure per Mercuzio. La scena è tutta per loro: dieci Romeo e dieci Giulietta che balleranno per un’ora e mezzo tutta d’un fiato, dando vita a uno spettacolo sensuale e carico di simboli. Neanche l’ombra di un tutù, ma caschi, tute ultratecnologiche di fibre di carbonio e protezioni ispirate a corazze. Lasciate stare anche i duelli con le spade, non ne vedrete, perché nell’incontro-scontro della relazione amorosa «ognuno rischia sul proprio corpo», come osserva Bigonzetti, direttore artistico e principale coreografo di Aterballetto. E proprio di passione, scontro, destino, amore e morte, riflettono questi Romeo e Giulietta amplificati, in uno spettacolo, come lo definisce Bigonzetti, «a quattro mani e a 40 gambe», in una lettura attuale che emoziona e fa pensare e che ha già riscosso un eccezionale consenso. Bigonzetti e Plessi riavvolgono il nastro della storia dei due innamorati per eccellenza, mettendo in scena un’affascinante struttura drammaturgica ribaltata, a partire da un inizio capovolto, che vede i protagonisti già morti, su letti di lava ardente, e che regalerà loro un sorprendente finale anch’esso rovesciato e quasi lieto, che li porterà fino all’attimo del loro incontro. «Da tempo volevo mettere in scena Romeo and Juliet, e proprio per questo mi premeva affrontarlo da punti di vista inconsueti, spogliando questo classico da ogni retorica e vestendolo con panni diversi, per riflettere su una tematica contemporanea come l’incontro e lo scontro, in cui tutti i protagonisti sono primi ballerini» precisa il coreografo.
«Abbiamo voluto stravolgere quell’ottica un po’ tardogotica, che spesso circonda questo tema - continua Plessi -. Così l’abbiamo modernizzato, recuperando il senso dell’amore, e alzando la temperatura emotiva». In balia del loro cuore, sul quale non hanno la benché minima speranza di controllo, Romeo e Giulietta vivono un incontro-scontro forte, appassionato e fisico, perché «non abbiamo airbag che possano proteggerci l’anima quando ci schiantiamo contro il muro dell’amore», commenta l’artista, che ha creato costumi e scene, in un incontro tra danza e arte che permea la concezione stessa di tutto lo spettacolo, e che l’assessore Vittorio Sgarbi ha definito con entusiasmo «un modo di estetizzare lo spazio». A proposito dello spazio Arcimboldi Sgarbi ha aggiunto: «Il successo della scelta dei recenti spettacoli agli Arcimboldi ci dà la soddisfazione di vedere un teatro che è vuoto di vertici e pieno di popolo. È il primo teatro comunista della storia. Una volta, di questi teatri si parlava come di una zavorra, non si sapeva cosa farne. Ora, dopo due o tre spettacoli di successo, è diventato appetibile.
Romeo and Juliet
Teatro degli Arcimboldi
domani e venerdì ore 21
Biglietti 40-20 euro