Romeo: «Ecco perché non potevo mettermi contro i politici»

Massimo Malpica

RomaAlfredo Romeo e la politica, un rapporto imprescindibile. È lo stesso imprenditore campano, nel suo secondo interrogatorio, lo scorso 23 dicembre, a spiegare ai magistrati partenopei di non riconoscersi nel «Belzebù» disegnato dai giornali.
Le interferenze politiche
Romeo illustra il peso della politica nel «core business» della sua impresa. Nella gestione dei patrimoni immobiliari comunali c’è «l’interferenza micidiale dal punto di vista politico». «Io potrei disegnarvi - mette a verbale - la mappa degli interessi elettorali attraverso i contratti di locazione, ereditato dal comune di Napoli o dal comune di Roma». Materia delicata, insiste, perché gli alloggi comunali «sono sempre stati serbatoi di attenzione dal punto di vista elettorale. Attenzione, viviamo in una città dove un avvocato viene ammazzato per recuperare il canone, noi ne gestiamo trentamila di canoni, con tutto quello che può significare andare a chiedere canoni a persone estremamente politicizzate». Romeo difende il suo lavoro. Sostenendo che le chiacchiere con politici sono solo chiacchiere: «Perdo un sacco di tempo per fare la mia attività con questa gente, dalla mattina alla sera ne perdo un tanto e spesso - taglia corto - non me li posso mettere contro!».
L’incontro con Fioroni
I pm gli chiedono del suo incontro al ministero con Giuseppe Fioroni. Per l’assessore napoletano Gambale, gli spiega il magistrato, Romeo voleva incontrarlo perché «in quella corrente lì lei non aveva troppe aperture perché le aveva nella corrente rutelliana». Romeo nega. «Io non ho nessun interesse con Fioroni, l’ho visto una sola volta al ministero e si è parlato dell’adesione alla convenzione Consip». Romeo non fa mistero di essere amico di Ciriaco De Mita, «dal quale spesso ho accettato qualche consiglio utile».
Rutelli e le gare-congresso
«Io Rutelli l’avrò visto in vita mia solo una volta», chiosa l’imprenditore. Ma il pm lo pressa. «Viene strano pensare che lei, azionista del giornale di partito, sponsor dell’ultimo congresso della Margherita, amico di De Mita, uno che ha con Lusetti questi termini, abbia un abisso di conoscenza con Rutelli». E le toghe gli contestano che «collegando la sconfitta al congresso pugliese con la perdita degli appalti a cui era interessato, collega proprio il suo interesse politico al suo interesse economico». I pm si riferiscono a un’intercettazione tra Romeo e Lusetti in cui il primo chiede «Hai avuto notizie del congresso pugliese?» e il secondo replica «siccome ho uno sconto grosso lì ho allora attivato un po’ di delegati abbastanza determinanti». Lo stesso Romeo spiega: «Sta dicendo che avrà attivato una serie di persone per aiutarmi in quella gara». E aggiunge: «A Bari ho partecipato a una sola gara, Global service ministero dei Beni culturali. Attenzione, il ministro è Rutelli, eh? E io perdo». Ma il pm replica: «Quindi, perdendo il congresso, lei ha perso la gara».