Romiti: «No alla fusione con Adr»

da Milano

«Il progetto di fusione è da esaminare con attenzione, non si può fare un’operazione che permetterebbe agli australiani di Macquarie di diventare primi azionisti di Aeroporti di Roma. Occorre un esame approfondito dell’ipotesi». È quanto ha riferito, ieri, Cesare Romiti all’agenzia Radiocor al termine di una lunga riunione del patto di sindacato di Gemina.
Il presidente del patto e azionista di Investimenti Infrastrutture (ex Miotir), che di Gemina possiede il 19,8%, ha inoltre riferito che il patto è stato rinnovato e che «non si è parlato di aumento di capitale». L’ipotesi di fusione di Gemina con la controllata Adr, progetto caldeggiato da una parte dei soci della finanziaria, ha come obiettivo il ritorno di Aeroporti di Roma in Borsa. Il futuro di Adr è stato comunque al centro della riunione del patto di sindacato che, secondo fonti finanziarie, si è svolto in un’atmosfera pesante e tesa. Sulle strategie di sviluppo dello scalo romano esistono profonde divergenze che hanno messo a dura prova la stessa stabilità del patto. Ieri i soci, che oltre a Investimenti Infrastrutture (Romiti, Clessidra, Edizione Holding e Capitalia) con il 20,25% sono anche Mediobanca (12,66%), Fondiaria (4%), Generali (3,6%), Capitalia (2%), Sinpar (1,7%) e Fassina (1,3%), sembrano divisi anche sullo stesso ruolo della holding Gemina e la spaccatura si starebbe allargando ulteriormente.