Romuil e Conindri

Nel V secolo s. Patrizio, evangelizzatore e patrono dell’Irlanda, inviò due missionari nell’isola di Man, Romuil e Conindri, che furono i primi vescovi di quell’isola. Narra la tradizione che, qualche tempo dopo, s. Patrizio riuscì a convertire un ladro professionista di nome Maccaldo. In verità il nome di costui in celtico suonava Maughold o Marghold, che pare un nomen-omen perché assomiglia al nostro “manigoldo”. Comunque, una volta che l’ebbe battezzato, s. Patrizio come penitenza gli impose di salire su una barca senza vela e senza remi e di star pronto a servire il Signore qualunque cosa avesse deciso per lui la Provvidenza. L’uomo obbedì e subito si levò un gran vento che mandò la barca ad approdare nell’isola di Evonia, antico nome dell’isola di Man. Qui Maccaldo venne accolto dai vescovi Remuil e Conindri, che già avevano battezzato l’intera popolazione. L’ex ladro si mise a loro disposizione e per tutta la vita fu il loro uomo di fiducia. Quando i due morirono, Maccaldo venne acclamato vescovo al loro posto e ancora oggi è venerato come santo. Ma il meticoloso Dizionario del Butler (Piemme) precisa che secondo un’altra tradizione il primo vescovo dell’isola di Man fu s. Coemano (poi latinizzato in Germanus), il quale era probabilmente figlio di un principe gallese di nome Brecan. L’intera famiglia di quest’ultimo era discepola di s. Patrizio. E c’è una terza versione che identifica Romuil con Coemano e Conindri con suo fratello Canoc. Poiché i documenti posteriori latinizzavano tutto, può darsi che si sia creata confusione tra nomi celtici e gaelici.