Ronaldinho affonda l’Udinese

Il brasiliano segna tre gol al Camp Nou e fa la differenza tra Barça e friulani, generosi ma ridotti in dieci per l’espulsione di Vidigal

Marcello Di Dio

nostro inviato a Barcellona

Il sogno friulano dura sei minuti, quelli che passano dall’insperato gol di Felipe al bis di Ronaldinho. Ma di fronte a un colosso come il Barcellona, l’Udinese non può rammaricarsi. Quello dei blaugrana è un calcio spettacolare, fatto di sovrapposizioni e di uno contro uno continui. Insomma, ogni volta che i catalani affondano o arrivano dalle parti del portiere avversario, danno la sensazione di far gol. La squadra di Cosmi, digerito a fatica l’effetto Camp Nou, recita il ruolo di vittima sacrificale, anche se non lesina l’impegno e la volontà. E quando Vidigal (prodigioso un recupero sulla linea di porta), esce in anticipo per il secondo cartellino giallo, il canovaccio della serata non può essere stravolto. Anche perché Felipe, dopo aver segnato un gol storico, si emoziona davanti al pressing di Messi, consegnando palla e partita ai catalani.
Giocare nello stadio del Barcellona al debutto esterno in Champions League è già di per sé un onore e lo sanno anche i cinquemila tifosi giunti dall’Italia. Il risultato scontato è la quarta sconfitta consecutiva (dopo Fiorentina, Juventus e Reggina), la terza senza Iaquinta. Ma forse è quella che fa meno male. Due soli veri difensori (i centrali Puyol e Oleguer), nel Barcellona attaccano di fatto in otto con Belletti e Van Bronckhorst a fare i terzini puri. I fenomeni Deco e Ronaldinho (entrambi a segno, per il secondo addirittura una tripletta) vogliono dimostrare a Rijkaard che non amano restar fuori come successo nell’ultima partita di campionato. Il diciottenne Messi, diventato cittadino spagnolo a tempo di record, è già un Maradona in pectore: del Pibe de Oro ricorda il tocco di piede, ma pur con qualche centimetro in più dell’illustre compatriota, sembra più veloce. L’inizio del Barça non è frenetico, la squadra di Rijkaard sembra quasi non aver fretta di «cucinare» l’avversario anche se nei primi 45 minuti tiene la palla quasi il doppio degli avversari. L’Udinese gioca una partita ordinata. Ma nella girandola degli attaccanti dopo il «castigo» inflitto a Iaquinta tocca a Barreto una maglia da titolare al fianco di Di Natale. Entrambi mai pericolosi. Il tabellino dei marcatori è di lingua portoghese: perfetta la punizione di Ronaldinho al 12’ così come il tocco morbido al 41’ concesso dall’erroraccio di Felipe, felino quello del brasiliano dell’Udinese sotto porta al 26’, non irresistibile la conclusione da fermo di Deco al 32’ (la punizione però non c’era). Il Barcellona torna in campo sazio, non infierisce su un’Udinese ridotta in dieci e con poche cartucce da sparare. Ma ad arrotondare il risultato c’è il rigore che Ronaldinho conquista nel finale e trasforma. Meno male che tre minuti dopo Bennett fischia la fine.