Ronaldinho e Pato show, gli studenti imparano

da Shenyang

Magari non sarà tutta questa soddisfazione, ma per i tifosi milanisti la doppietta di Ronaldinho qualcosa dovrà pur dire. È stato fra i migliori nel secondo match contro la Nuova Zelanda, ha segnato una doppietta, dispensato assist e la gente si è divertita. Rispetto alla prima gara con il Belgio finita solo 1-0, ha giocato molto più vicino a Pato, a segno anche lui, e il risultato si è visto, cinque reti, le altre di Sobis e Anderson. In campo un Brasile d’attacco, Dunga ha messo giù una difesa a quattro, riga di tre a centrocampo, un rifinitore e due punte. Ma quando il Brasile avanzava c’erano almeno quattro giocatori in fase offensiva, cinque gol non casuali. Una partita per un Ronaldinho superstar, ma è stata di Pato la prima intuizione e questo subito, dopo tre soli minuti, quando è entrato nella difesa neozelandese, ha rubato il pallone e lo ha offerto ad Anderson per il vantaggio iniziale.
A partita sbloccata Ronaldinho ha iniziato a deliziare, passaggi a occhi bendati, frustate e due reti, sempre su calcio da fermo, ma non banali. La prima su punizione è una palla che filtra tra una selva di gambe e chiude il suo viaggio a fil di palo. La seconda è un rigore che segna in scioltezza dopo esserselo inesorabilmente procurato. E giusto per esagerare, il gol di Pato è arrivato su colpo di testa.
Ma se il Brasile entra nei quarti da primo del girone, l’Argentina non sta a guardare. Con l’Australia ha sudato più del previsto, il gol decisivo di Lavezzi è arrivato solo a metà ripresa ma in quell’azione c’erano entrati alla grandissima due immensi come Riquelme e Messi che hanno letteralmente addormentato gli avversari con una serie di scambi da favola. Le difficoltà per gli argentini rimangono, Messi si è lamentato: «Siamo troppo lenti», ma anche loro sono ai quarti. Il tabellone se andranno avanti nel torneo prima o poi le metterà l’una davanti all’altra, unica consolazione: per la finale resta un posto, sicuro.