Ronaldinho-Inzaghi e 8 minuti da Milan

I britannici si portano sul 2-0 grazie alle distrazioni rossonere. Rimediano il brasiliano e Superpippo nel recupero. <strong><a href="/a.pic1?ID=309617" target="_blank">La Samp va sotto in casa </a></strong>con lo Stoccarda, ma poi agguanta il pari

Portsmouth - A voler vedere il bicchiere mezzo pieno al Milan bastava un punticino per passare il turno e trasformare il prossimo impegno contro il Wolfsburg in una semplice amichevole, o quasi, e il punticino è arrivato. Col fiatone, ma è arrivato. A voler guardare il bicchiere mezzo vuoto, Ancelotti non può essere soddisfatto per un pareggio agguantato per la collottola, dove il Milan ha giocato da diavolo vero solamente gli ultimi sette minuti di gioco. E, guarda caso, ancora una volta l’uomo della provvidenza ha i denti sporgenti e marcati di Ronaldinho, autore dell’ottavo gol in rossonero, che con la sua punizione apre la rimonta rossonera coronata dal 65esimo gol in Europa ad un respiro dalla fine.

Fino a quel momento, Tony Adams imbriglia il Milan con un 4-4-2 semplice semplice, dove Little e Traorè attaccano spesso gli spazi davanti Antonini e Zambrotta, quest’ultimo troppe volte preso d’infilata dalla velocità dell’esterno sinistro inglese. A centrocampo l’arduo lavoro di oscuramento di Kakà è affidato al possente centrale Diop: il brasiliano sgomita, si abbassa fin verso la zona presidiata da Emerson alla ricerca di palloni giocabili, al 42’ lo si vede addirittura rincorrere e scalciare Hughes: da Porstmouth arriva così una nuova cartolina del cattivo stato di forma del brasiliano, forse ancora non al meglio della condizione, forse con la testa ancora rivolta al mercato che un giorno sì e l’altro pure lo vuole in partenza verso altri lidi. Voci poi confermate dallo stesso Kakà nella giornata di ieri: «Parlo spesso con Elano e Robinho del Manchester City: un giorno, non so quando, sarebbe grande giocare in Premier League». Capitolo Kakà a parte, è tutto il Milan a non girare nel migliore dei modi nel primo tempo. E i tre legni colpiti da Emerson e Inzaghi non devono trarre in inganno: restano le uniche tre conclusioni a rete del Milan in tutta la gara, fino alla già citata incredibile rimonta: troppo poco per chi, obiettivo dichiarato a più riprese, questa coppa vuole quantomeno provare a vincerla.

Senderos ancora non è al top, stando in panchina la condizione non migliora, ma su ogni pallone alto che spiove dalle parti della pelata dello svizzero, lo sgraziatissimo Crouch gliela fa vedere poche volte. Certo, nel primo tempo il Milan non corre grossi rischi, ringrazia la scarsa mira sottoporta di Crouch, ma la pressione della squadra di Tony Adams resta costante per tutta la gara, diventando infernale a inizio ripresa. Che in dieci minuti il Portsmouth trova il doppio vantaggio con Kaboul e Kanu, nelle due occasioni Senderos e Zambrotta sono disastrosi, ma le due reti sono più che giuste. Ancelotti cerca di correre ai ripari e, come successo più di una volta in questo inizio di campionato, si aggrappa a Ronaldinho, con Inzaghi che completa la rincorsa. La missione è compiuta, ma quanta fatica. E il mal di trasferta sembra più di un semplice raffreddore d’inizio inverno.