Ronaldinho è il «Paperone» del calcio

Paperon de’ Paperoni e Rockerduck hanno fatto la gioia dei lettori di fumetti per la loro corsa sfrenata al «papero» più ricco del mondo. Non sappiamo quanta felicità provino invece gli amanti del calcio nell’apprendere che i signori Ronaldinho e David Beckham si contendono lo scettro di giocatore più ricco del mondo. Forse invidia, forse rabbia a pensare quello che si può guadagnare tirando quattro calci al pallone, ma la realtà è questa: l’ex pallone d’oro del Barcellona, autentica macchinetta mangiasoldi, si è messo in tasca nel 2006 la bellezza di 23,5 milioni di euro. Lo dice l’autorevole magazine Forbes che ogni anno si diverte a stilare la classifica dei 25 Paperoni e gli introiti dei club più ricchi del mondo.
Ronaldinho ha scavalcato lo Spice Boy del Real, destinato però a recuperare il suo primato con il passaggio ai Los Angeles Galaxy (78 milioni d’ingaggio). Se la cava bene anche il milanista Ronaldo (18,6) che distanzia, si fa per dire, l’inglese Rooney (13,7), il tedesco del Chelsea Ballack (13,4), il francese Henry (12,6) e l’ormai ritirato Zidane (12,4). Il primo calciatore italiano in classifica, unico nei top-ten, è il capitano della nazionale campione del mondo Fabio Cannavaro (ottavo), premiato nel 2006 con il Pallone d’oro e il Fifa World Player, che ha guadagnato 11,6 milioni di euro. Cifre comunque ben lontane da quelle guadagnate dai campioni nostrani: Totti non supera i 6 milioni, Del Piero è fermo a 4, mentre il bomber Toni è davvero un «poveretto» col suo milione e 800.000 euro, una cifra che nel prossimo campionato sarà adeguata in caso di trasferimento (l’Inter è pronta a dargli 5 milioni, la Juve qualcosina meno).
Il Manchester United, con 1,137 miliardi di euro, si conferma il club dai maggiori introiti, ovvero quello che incassa di più tra botteghino, diritti tv, premi e merchandising, davanti al Real Madrid (811 milioni). L’Arsenal (716) soffia il terzo posto al Milan (644), preceduto anche dal Bayern Monaco (655), ma davanti a Juventus (443), Inter (434), Chelsea (420) e Barcellona (418). È comunque un ridimensionamento per il club inglese dal momento che alcune società, come Real e Barcellona, hanno fatto registrare un aumento di fatturato superiore a quello dei Red Devils rispetto all’ultima stagione. Secondo gli analisti comunque il futuro dei bilanci delle società dipenderà sempre più dal mercato asiatico. Insomma, anche nel calcio la Cina è vicina.