Ronaldinho schianta l’Inter Mourinho, derby poco speciale

Ancelotti si aggiudica la sfida tattica contro Mourinho con il gol del brasiliano. Che a fine match ringrazia: <strong><a href="/a.pic1?ID=294222" target="_blank">&quot;Gol dedicato a Berlusconi e ai tifosi&quot;</a></strong>. Ibra polemico: &quot;Ha vinto l'arbitro&quot;. Il successo dei rossoneri lancia la Lazio (<strong><a href="/a.pic1?ID=294224" target="_blank">3-1 al Torino</a></strong> ) in testa alla classifica. <a href="/a.pic1?ID=294341" target="_blank"><strong>Mourinho, un derby poco speciale
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Milano - Il primo derby di Milano della nuova era finisce ai piedi di Ronaldinho. Mourinho, l'altro atteso protagonista, resta di sale, inchiodato alla prima sconfitta italiana e al primo passo falso in campionato che gli costa il primato. Il primo derby di Milano porta la firma di Ronaldinho, un Pallone d'oro, a sorpresa, e con grave rischio, schierato da Ancelotti al fianco di Pato e Kakà. Una promessa fatta nella settimana scorsa, dopo l'esclusione contro la Lazio, dall'allenatore al Gaucho: «Lavora sodo per una settimana e ti faccio giocare nel derby». Ancelotti è uomo di parola e Ronaldinho è anche l'uomo del destino del Milan nella prima serata che riconcilia i rossoneri con il campionato (9 punti in classifica) e che apre qualche crepa dentro lo spogliatoio dell'Inter. Scontato l'epilogo in casa Inter: tutti contro Mourinho. E invece è tutta l'Inter che merita un cicchetto pubblico per aver sprecato la serata, aver rinunciato a giocare al calcio, tentando una disperata rincorsa nella ripresa. Quando, per colmo di errori, resta in dieci.

Il grande azzardo di Ancelotti (Ronaldinho schierato con Kakà e Pato) scopre il fianco sinistro alle incursioni di Maicon ma premia il coraggio del Milan al culmine della prima frazione. Prima che Dinho si scaldi e trovi posizione e intesa giuste con il confratello Kakà, son dolori di pancia per tutto il Milan, costretto a far uscire Ambrosini e a tenere Jankulovski avvitato sul binario per evitare guai maggiori da quella parte. Mancini e Quaresma restano impigliati nella rete rossonera mentre Gattuso s'incarica di raddoppiare su chiunque, ora sullo svedesone, ora sul portoghese, rimediando anche il giallo che fa «imbufalire» Ancelotti. Perciò appena c'è un varco utile, il Milan ci si infila e si fa soprattutto pericoloso. Con Ronaldinho protagonista una, due volte. Sulla prima, una puntura di sinistro, Julio Cesar è reattivo e si piega sulla destra per deviare in angolo, sulla seconda invece deve arrendersi alla frustata di testa del Gaucho che detta il passaggio a Kakà e va a ricevere a centro area il successivo cross. Il suo stacco in quota non è quello di uno in grave difficoltà fisica: sopravanza Cambiasso e chiude nell'angolo la traiettoria.

Tutti gli attacchi del Milan, con due ali larghe, Dinho e Kakà, e Pato che prova a stanare Materazzi, si giocano, prima e dopo il sigillo di Ronaldinho, sul bordo del fuorigioco. Gli assistenti di Morganti qualche volta centrano la decisione, qualche volta no ma è sempre e solo questione di centimetri come succede proprio nel triangolo del vantaggio milanista. Le immagini tv dicono: Kakà in linea, meglio fidarsi delle bandierine gialle. Mourinho rivoluziona schema e schieramento: dentro Adriano e Cruz, fuori Mancini, deludente, con Materazzi, per mettere al servizio di Ibrahimovic un paio di bocche di fuoco. Proprio Adriano nel recupero non chiude di testa un assist invitante. La risposta di Ancelotti è l'arrivo di Flamini a centrocampo (al posto di Pato) per rendere più consistente la trincea mediana sottoposta alla pressione nerazzurra che non trova grandi sbocchi: si rimette al 4-4-2 per allacciare le cinture, il Milan.

Il punto di svolta, nel finale frenetico, porta la firma di Burdisso, già ammonito in precedenza e protagonista dell'ennesimo fallo nel tentativo scoperto di stroncare lo scatto di Kakà: l'argentino non trova il pallone ma la gamba del brasiliano e anche il secondo giallo che equivale all'espulsione. Inter ridotta in dieci negli ultimi 14-15 minuti eppure capace di schiumare rabbia, senza arrendersi, con qualche sbavatura nervosa (Materazzi in panchina dopo la sostituzione, espulso da Morganti per proteste). Si lancia nella mischia anche Stankovic autore di una sberla strepitosa su cui Abbiati oppone tutta la sua bravura. C'è una briciola di derby anche per Shevchenko (Ronaldinho si guadagna la sua dose industriale di applausi) abilissimo nello sfiorare il 2 a 0 con una stoccata delle sue (la risposta di Julio Cesar è gagliarda) e uno spicchio destinato a Bonera: Gattuso, stremato, e con dolori al polso operato, deve farsi da parte.