Ronaldinho, tre buoni motivi per cui il Milan non lo prenderà

A: Kakà non lo vuole. B: Ancelotti chiede Drogba. C. sono considerati prioritari gli acquisti di un portiere e di un difensore laterale

Il gioco di sponda è perfetto, tra Spagna e Brasile. Di questi tempi, vanno a nozze. E s’intendono a meraviglia. Parte una fanta-notizia da Barcellona, s’impenna quando rimbalza in Brasile e ritorna in Europa con tanto di particolare inedito. Così, per l’ennesima puntata del tormentone Ronaldinho al Milan da fare subito, anche a gennaio, magari stamattina che è domenica dalle nostre parti. Solo quando il Mundo deportivo, di Barcellona, pubblica in grande evidenza la dichiarazione di Roberto de Assis, fratello di «Dinho» nonché suo agente, amico personale di Adriano Galliani, ricevuto in quel di Arcore qualche tempo fa, allora il pallone si sgonfia e si posa innocuo sul web impazzito. «La reunion con el Milan es una locura» scandisce bene de Assis: tradotto vuol dire che il vertice brasiliano con Galliani del Milan per la cessione di Ronaldinho «è una pazzia». E a conferma dell’autenticità della smentita, c’è la conferma che in passato l’affare fu vicino alla sua virtuale conclusione, con tanto di cifra fissata, 60 milioni di euro messi a disposizione da Silvio Berlusconi. Fu la stagione dell’innamoramento del Cavaliere per Ronaldinho, reclamato a viva voce dal popolo rossonero. Adesso è cambiata la scena ed esistono molti motivi seri perché il Milan debba lasciare al suo destino la stella del Barça per soddisfare invece l’esigenza di cambiare indirizzo e strategia. Perciò Adriano Galliani, tirato in ballo più volte in questi giorni, dopo aver negato con forza la sua presenza in Brasile legata ad affari calcistici, ha chiesto agli interessati di mettere fine al carnevale anticipato.
KAKÀ NON VUOLE. Il primo no a Dinho è quello che ammazza tutti gli altri. Kakà non gradisce l’arrivo di Ronaldinho, la squadra nemmeno, le esigenze prioritarie sono altre, si chiamano centravanti e portiere. Niente di ufficiale nelle parole di Kakà, intendiamoci. Le uniche raccolte in giro per il mondo riguardano la solidarietà a Dida («le colpe sono di tutti, non solo sue») e perciò bisogna fidarsi del pissi pissi bau bau che di solito fa centro e che racconta delle preoccupazioni del Pallone d’oro per il raggiungimento del quarto posto. «La differenza di punti è molto grande ed è diventato tutto molto complicato» il grido d’allarme. Come Kakà è schierato Ancelotti, disposto invece ad abbracciare uno tipo Drogba o uno che in qualche modo gli somigli oltre che un portiere affidabile e fisicamente integro. Terza spesa indispensabile per mettere sotto contratto un difensore laterale con cui rimpiazzare Maldini, Favalli, Cafu (forse) e Serginho (ariforse): e qui la pista Zambrotta è scontata.
BIGLIETTO PER RONIE. Due biglietti elettronici, dal Brasile per Dubai, sono stati recapitati all’indirizzo telematico dell’agente di Ronaldo. Uno serve per Ronie, l’altro per Fabiano, accompagnatore del Fenomeno all’appuntamento col resto del Milan proveniente dallo scalo di Malpensa la sera del 2 gennaio. È la risposta concreta, l’unica, uscita dal Milan in queste ore. Non solo. Dietro gli affettuosi attestati recitati da Galliani a Yokohama nei confronti di Ronaldo c’è un atteggiamento diverso. Meno comprensivo. «È vero, ci fu un errore nella diagnosi ma da quell’infortunio son passati 6 mesi. E in sei mesi si guarisce anche da una frattura senza l’intervento di un medico» lo sfogo raccolto in via Turati in queste ore. Che vuol dire una cosa soltanto: basta con queste diatribe con lo staff sanitario, pensi a recuperare e a giocare.
MANICHE ALL’INTER. La pista interista per il centrocampista è quella del portoghese attualmente all’Atletico Madrid. Ha chiuso con i suoi e vuol cambiare aria.