Ronaldo lascia il calcio: "Non ce la faccio più"

Il campione brasiliano ha dato l'annuncio su un quotidiano. Dopo 20 anni e più di 400 goal si chiude la carriera del Fenomeno

Sao Paulo - Ronaldo ha deciso di lasciare il calcio. Dopo circa 20 anni di gloriosa carriera il miglior giocatore della sua generazione dice basta. Il 34enne ha confidato la sua scelta al quotidiano brasiliano Estado de S.Paulo: "Non ce la faccio più, vorrei continuare ma non ce la faccio. Penso ad una giocata ma non mi viene come vorrei. È giunto il momento, ma è stato bellissimo".

Rivoluzionario Potente, velocissimo, rapido nei movimenti e tecnicamente impressionante, Ronaldo con le maglie di Psv Eindhoven, Barcellona e Inter conquistò il pubblico mondiale portando il calcio in una nuova dimensione atletica e diventando il prototipo dei calciatori moderni nei quali tecnica e potenza si fondono insieme. Non per niente fu soprannominato "il Fenomeno". Raccolse l'eredità di quei campioni già completi degli anni 80-90 (da Platini a Van Basten) e proiettò il calcio verso il terzo millennio: il suo essere capace di qualsiasi cosa con quei piedi rivoluzionò il mondo del pallone. Tutti gli altri venuti dopo di lui sono solo una sua evoluzione, tutti hanno "qualcosa" del Fenomeno. Messi e Cristiano Ronaldo compresi.

Carriera Cominciò in patria con il Cruizero, si segnalò in Europa con il PSV ed esplose nel 96-97 a Barcellona vincendo il suo primo Pallone d'Oro. L'anno dopo Massimo Moratti lo portò all'Inter. Con i nerazzurri la favola di Ronaldo raggiunse l'apice: conquistò subito la Coppa Uefa e perse il campionato per il mancato rigore concesso per un fallo di Mark Iuliano ai suoi danni in un famigerato Juventus-Inter. Nell'estate del '98 gioca da protagonista il Mondiale francese ma con il suo Brasile si arrende in finale ai padroni di casa al termine di una finale incolore anticipata dal misterioso malore accusato nelle ore precedenti la sfida. A inizio millennio per il Fenomeno giunse la prova più dura: durante la finale di Coppa Italia, subisce nuovamente la rottura del tendine rotuleo del ginocchio destro. Inizia il calvario che segnerà inesorabilmente la sua carriera. Dopo il rientro, la delusione più cocente: il 5 maggio del 2002 vide sfumare lo scudetto nell’ultima giornata. Si consolò però con la vittoria nel Mondiale nippo-coreano, con aggiunta di titolo di capocannoniere e secondo Pallone d'Oro. Quindi il trasferimento al Real Madrid dei "Galacticos": con i blancos vince subito una Supercoppa Europea, una Coppa Intercontinentale e finalmente un titolo nazionale. Nel 2007, all’inizio del viale del tramonto, il trasferimento al Milan, dove rimase fino all’anno successivo quando un nuovo tremendo infortunio pose fine alla sua avventura nel calcio europeo, ormai troppo duro per le sue fragili ginocchia. Dal 2009 quindi gioca nel Corinthians e vince il campionato dello stato di San Paolo.

Fenomeno in tutto Come tutti i campioni è stato eccessivo anche nella vita privata. Due matrimoni da cui ha avuto 3 figli più un quarto riconosciuto con cinque anni di ritardo avuto da una relazione extramatrimoniale. Non ha stupito quindi la sua decisione dell'anno scorso di sottoporsi ad una vasectomia. Tanti problemi poi anche con il peso corporeo: dopo i gravi infortuni ha sempre fatica a rientrare nel peso forma. Nell'aprile 2008 fu anche beccato in compagnia di tre trans che tentarono di estorcergli del denaro in cambio del loro silenzio. Detiene inoltre parecchi record personali, sopra a tutti quello di massimo marcatore nella storia dei Mondiali: in 4 partecipazioni ha segnato 15 goal.