Ronaldo: "Milan, spero di essere ancora un Fenomeno"

Il primo giorno di Ronaldo a Milanello è passato quasi in solitudine:
tre ore di lavoro personalizzato, pochi tifosi. Accolto da una bandiera brasiliana e da una richiesta: "Due reti nel derby"

Milanello - Ci si attendeva un bagno di folla, è arrivato un bagno di sole. La prima giornata rossonera di Ronaldo non ha suscitato nei tifosi milanisti un entusiasmo in linea con il calibro del campione acquistato, ma è filata via veloce nel sole primaverile di Milanello. Un segnale di buona ventura, forse. Oppure, per chi nei presagi non crede, semplicemente un bel modo di presentarsi al primo giorno di lavoro.
Eppure il martedì da Diavolo di Ronaldo era iniziato in tutt’altro modo, nel centro di una Milano intrisa di nebbia. Sveglia di buon’ora e partenza dal centralissimo Hotel Palace alle 9,15. Nemmeno il tempo di mettere un sopracciglio fuori dall’albergo e subito il brasiliano rientra nel suo ruolo di grande personaggio mediatico, bersagliato dalle domande dei giornalisti che ne seguono le mosse. «Ho fortemente voluto tornare a Milano, soprattutto considerata la situazione che si era creata a Madrid», si è lasciato sfuggire l’ex interista, che ancora non ha digerito il trattamento riservatogli dall’allenatore blanco Fabio Capello.
Ora però il tecnico di Pieris - così come il Real Madrid - rappresenta il passato. La voglia, il pensiero e l’impegno sono tutti concentrati sull’oggi e il domani, sul rosso e sul nero. «Spero di fare benissimo per i miei nuovi tifosi», l’intento del bomber carioca. Una dichiarazione d’intenti subito supportata da una nuova promessa: «Galliani dice che il soprannome “Fenomeno” è ancora valido? Spero proprio di sì».
In attesa di tornare a mostrare sul campo i numeri che avevano fatto innamorare di lui l’altra metà di Milano, Ronaldo ha poi fatto rotta su Carnago: meta, il Centro Sportivo di Milanello. Davanti ai cancelli - dove l’Audi A6 del suo autista è giunta pochi minuti dopo le dieci -, un solitario curioso perso in mezzo alla folla di telecamere. Nessuno striscione, nessuna adunata oceanica di tifosi e nessun coro. A parziale spiegazione, anche il fatto che si trattasse di una giornata lavorativa. Qualche sporadico sostenitore arriva in tarda mattinata: due ragazzi legano una bandiera brasiliana alla recinzione, salutando con affetto l’arrivo dei vari Borriello (fermo per il caso della positività ai corticosteroidi), Oliveira (per qualche ora in predicato di passare in prestito al Real Madrid) e gli infortunati Serginho, Kaladze e Favalli, non convocati per la gara di coppa Italia.
Ai cancelli anche qualche milanista diffidente che - citando gli amici del bar - lo reputa «un cavallo zoppo», ma i test a cui Ronaldo è stato sottoposto da Milan Lab nel corso della mattinata hanno dato esiti abbastanza positivi. Sotto la supervisione del dottor Meesserman, il Fenomeno ha svolto una serie di esercizi di potenziamento e sollecitazione delle articolazioni, con un’attenzione particolare al ginocchio infortunato: in quest’ottica, oggi sarà la giornata decisiva, con l’analisi dei risultati dei test di reazione. Se i riscontri dovessero essere estremamente ottimistici, Ronaldo potrebbe andare in panchina già ad Ascoli, anche se al momento è molto più plausibile che la sua prima convocazione in rossonero slitti, così come ha lasciato intendere lo stesso giocatore, incerto sulla data del debutto.
Così, dopo tre ore abbondanti di lavoro personalizzato e un falso allarme suscitato dall’arrivo di un pizza-express (in realtà chiamato da alcuni cronisti affamati e non per uno spuntino del Fenomeno), poco prima delle 14 Ronaldo ha lasciato Milanello al volante di un’altra Audi (la casa tedesca è da poco sponsor della società, ndr). Mentre la gara di andata contro la Roma era stata l’occasione per il suo ritorno a San Siro, ieri Ronaldo non ha invece seguito la squadra all’Olimpico. Per lui pomeriggio libero per sbrigare alcune questioni personali legate al trasferimento. Berretta rossa in testa, bocca ancora chiusa in attesa della presentazione ufficiale che quasi sicuramente si terrà domani, il brasiliano ha salutato i giornalisti con l’aria un po’ incerta e sorridente di chi ha appena finito il primo giorno di scuola. Un sorriso che si è allargato facendo ricordare i bei tempi solo quando un giovane tifoso gli ha chiesto due gol nel prossimo derby: «Uno per il Milan. E uno per gli interisti!».
In attesa di tornare Fenomeno, un bell’augurio. E una bella responsabilità.