Ronaldo: «Il mio segreto? L’entusiasmo del Milan»

«Ma sono sempre veloce, di testa resto un disastro. Capello in rossonero? Sarei sfortunato». Con la Samp trio brasiliano

nostro inviato a Milanello
«Cosa ha detto Ancelotti nella sua conferenza? Io gioco?». Ronaldo non fa mistero del suo buon umore quando incrocia a sorpresa il plotoncino dei cronisti al bar di Milanello e partecipa al gustoso siparietto sorseggiando un caffè lungo, molto zuccherato in verità (Meesserman assente). Gli raccontano delle voci madridiste su Carletto («secondo voi ho ricevuto la telefonata?, sapete che non rispondo ai numeri sconosciuti» la replica dell’interessato) e c’è chi ipotizza, tanto per provocare, uno scambio tra Ancelotti e Capello lungo l’asse Milan-Real. Ronaldo ascolta, incrocia gli sguardi e poco divertito all’idea sbotta: «Vorrebbe dire che sono proprio molto sfortunato».
Eccolo il Ronaldo allegro e spensierato che il Milan aspetta anche stasera all’appuntamento della prima notturna della stagione. «Magari si ripete con altri due gol» prova a esorcizzare Ancelotti che si prende l’incarico di misurare anche la resistenza di Ronie tra Samp e Palermo, risparmiandogli magari il Chievo, sabato prossimo. «Nelle gambe non ha tre partite di fila, bisognerà fare delle scelte, lunedì» sentenzia il tecnico premiato da Galliani per le sue 300 panchine. «Sono volate via senza che me ne accorgessi» l’osservazione dell’interessato che adesso ha davanti due mostri sacri da raggiungere, Gipo Viani a quota 306 e Nereo Rocco a 459.
Ronaldo riannoda il Milan ad Ancelotti. E qui non si tratta solo della voglia di Ronie di scrivere un’altra storia, di smentire Capello e il Real, ingenerosi nel considerarlo al capolinea della carriera straordinaria. C’è dell’altro, molto altro ancora da scoprire nel sorriso sornione di Ronaldo che viene visto di notte in ogni angolo della Milano notturna per una sorta di par condicio con i resoconti sulle albe magiche di Adriano, fronte Inter. Ancelotti sull’argomento ricorda le regole di casa Milan con esemplare chiarezza: «Da noi esiste un regolamento interno: si rientra a casa a mezzanotte nei giorni normali. Se uno rientra alle 3 del mattino lo giudico poco professionale ma di solito valuto sul campo il comportamento dei miei». E forse si capisce perché dalle parti di Milanello dopo Gullit, ormai, non ci sono casi legati alla vita notturna.
Ronaldo ha altro per la testa in questi giorni che partecipare a feste se non fermarsi il lunedì sera fino a notte alta nel ristorante di via Pisani in eccellente compagnia. Lo confessa pubblicamente nell’intervista rilasciata a Bergomi e Caressa, Sky, durante la quale rievoca la notte prima della finalissima di Parigi in cui testimonia il decisivo aiuto ricevuto da Leonardo suo compagno di stanza (perciò tra i due il feeling non si può spezzare) per poi spiegare che «l’entusiasmo è alla base di tutto». «Con l’entusiasmo riesco a fare tutto» insiste Ronie. E a Bergomi che martella nel chiedere notizie delle sue perfomance fisiche fa sapere: «Nello scatto breve sono quello di sempre, nello scatto lungo si vedono gli anni passati. Di testa sono un disastro anche se mi alleno tantissimo» la risposta che fa dileguare ogni prurito. «Quello che mi fa muovere è il calcio, le sfide» chiude per far capire la sua voglia.
Allora il Milan, contro la Samp in campionato, per una sfida che vale una specie di ballottaggio relativo al quarto posto, ricomincia da Ronaldo. E con lui dal trio brasiliano, il Ro-Ka-Ol che pare meglio di altri adatti a risolvere in positivo una prova delicata e in qualche modo emblematica per il futuro del campionato. E non solo perché la Samp si presenta a San Siro riaperto con la voglia matta di fare un gol da dedicare a Flachi (dixit Quagliarella). Ma perché nel frattempo ci sono un paio di problemi da risolvere che riguardano, tanto per cambiare, le assenze. In difesa, ad esempio, giocano Bonera e Simic perché Maldini e Kaladze devono farsi da parte. A centrocampo poi l’emergenza è dovuta agli attacchi febbrili che han ridotto all’osso il numero dei centrocampisti (con Brocchi squalificato). Pirlo è il più provato, Gattuso costretto a stringere i denti mentre Gourcuff riceve i complimenti di Zidane («è lui il futuro della Francia») e riposa in panchina.