Ronaldo o Henry? Moratti mischia le figurine

Riccardo Signori

da Milano

L’album delle figurine di Moratti è popolato da quattro facce: quella grassottella di Ronaldo, quella affilata di Thierry Henry, quella mugugnante di Recoba e quella inquietante di Adriano. Poi ci sono i disturbatori: Mancini che mette in riga il Chino e Adriano dicendo: «Bisogna dare di più». Veron che dice al brasiliano: «Sbrigati a migliorare, c’è bisogno dei tuoi gol». E al mondo nerazzurro: «Meglio pensare a chiudere bene la stagione, piuttosto che al mercato». Facchetti che, quando gli parlano di Ronaldo, sembra aver ingoiato un serpente. E Tronchetti che diffonde i suoi «Vedremo!» con imparziale monotonia. Ma sia lo sponsor quanto il patron giocano in difesa soprattutto quando affiorano le domande sul francese dell’Arsenal, uno che piace alla gente a cui piace il calcio. E che garantisce miglior affidabilità di Ronaldo, in campo e fuori.
Ieri Moratti si è sottoposto alla sceneggiatura dei lunedì caldi dei suoi tanti anni difficili in nerazzurro. Microfoni spianati che vogliono sapere e lui che non si nega, facendo trapelare qua e là ombre di verità. Stizzito per quel Recoba usato con il contagocce. «È un ottimo giocatore che fa quello che deve fare per i tempi che ha a disposizione quando lo fanno giocare». Del resto quando Mancini voleva Cassano, il patron ha risposto «no!» pensando alla questione economica, ma non solo... Sennò non mi fa giocare Recoba. E i risultati lo hanno confortato solo domenica. Invece Moratti è stato prudente sul rinnovo del contratto che ci sarà (fino al 2009). «Non c’è nessun appuntamento per rinnovare, l’ipotesi non è lontana né vicina. Quando sarà il momento lo faremo. Io penso che il Chino possa essere utile all’Inter. Si tratterà di un accordo da trovare con lui e l’allenatore».
Chissà, forse le parole di Mancini non sono finite al vento: Recoba non può cavarsela con due gol soltanto. Il tecnico se lo godrà come un soprammobile. E la sua faccia dipenderà da quella che Moratti gli proporrà per la nuova stagione. L’interesse nerazzurro è fortemente puntato su Henry. Ma serviranno la disponibilità del francese e la gestione dei buoni uffici con l’Arsenal. Strada complicata che potrebbe diventare percorribile addirittura dopo il mondiale. E, infatti, Moratti usa un «Vedremo!» come Tronchetti Provera. Con tanta voglia di farcela. «Non posso dire niente anche perché non so se c’è tutto questo interessamento. Certo è un giocatore molto importante, ma noi adesso stiamo seguendo la situazione attuale: cioè stiamo cercando di fare qualcosa di buono nelle competizioni nelle quali siamo impegnati». Senza dimenticare che in Champions ci potrebbe essere l’incrocio con l’Arsenal. Da qui la strategia interista che preferisce mettere davanti agli occhi di tutti Ronaldo e la sua panza. Tattica che non ha esaltato parte del tifo nerazzurro. Ma da qui a luglio ci sarà tempo per ricucire, soprattutto se l’affaire Ronaldo implicasse una valenza economica in cui entrano in gioco gli interessi degli sponsor dell’Inter e del brasiliano. L’Inter deve ricevere ancora una rata del pagamento dal Real e Ronaldo deve ancora ricevere 4 milioni di dollari dagli spagnoli, ad indennizzo dei danari versati dal giocatore all’Inter per conto dello sponsor tecnico. Ieri Ronie ha fatto sapere che, in caso di trasferimento, vorrebbe tornare al Barcellona, perché ama la vita di quella città. Ma è un goffo depistaggio.
E Moratti ha capito di non poter permettere che Ronaldo si prenda tutta la scena quando l’Inter sta ancora cercando di vincere qualcosa. Ieri ha fatto un passo indietro, dopo i tanti passi avanti dei giorni scorsi. «Continuo a sentire parlare di Ronaldo sui giornali e alle televisioni. Basta parlare sempre di lui, basta sondaggi, sennò diventa una distrazione dalle cose a cui dobbiamo pensare ora. In questo momento, io sono quello che, a Ronaldo, pensa meno». Non si era capito, ma capita.
Invece le vere preoccupazioni riguardano la forma di Adriano, l’uomo che deve aprire all’Inter la strada per la vittoria. Moratti è stato franco. «Se mi aspetto di più da lui? Penso che anche lui si aspetti di più da se stesso, perché è un ragazzo serio. Sta lavorando per migliorare, prima o poi le cose andranno meglio, visto che le potenzialità non gli mancano e che si sta allenando di più. Gli manca solo di essere quello che dovrebbe essere, per tutto il potenziale che può esprimere». Gli mancano soprattutto i gol, perché sul resto c’è poco da fare. I grandi cannonieri sanno ritrovarsi da soli e non smarriscono il vizietto. Se perde ancora tempo, Adriano rischia la retrocessione fra i goleador per caso.