Ronaldo in panca oscura la grana Nesta

nostro inviato a Milanello

Ronaldo su tutto, davanti a tutto. Nel giorno in cui San Siro riapre agli abbonati per intercessione dello Spirito Santo e dei tornelli sistemati di notte, Ronaldo resta al centro della scena di Milan-Livorno, vive di luce propria e finisce col garantire un cono d’ombra al resto della compagnia. Anche se la sua presenza in campo non è scontata, partirà dalla panchina, secondo uno schema perfezionato dallo staff tecnico e condiviso da Milanlab. «Gli manca solo la condizione, si allena bene, è disciplinato», riferisce sintetico Ancelotti, che pure non è il portavoce di un entusiasmo collettivo. C’è chi, infatti, dietro le quinte, avverte che Ronaldo «non scatta ancora», e chi, come lo stesso Ancelotti, sostiene che «Oliveira sta molto meglio, ha tante potenzialità fin qui inespresse». Anche l’accoglienza, dentro il collegio di Milanello, è da stella di prima grandezza: per fargli posto in una camera al primo piano, numero 12, due sodali devono trasferirsi nella foresteria una volta occupata dalla primavera.
Per godersi il primo, eventuale, spezzone di Ronaldo in rossonero a San Siro si muove anche il presidente Silvio Berlusconi e forse non si tratta di una notizia. Semmai fa specie che la presenza in panchina del Fenomeno oscuri addirittura il debutto di Marco Storari, romano, un passato al Messina da portiere con tanto di capelli lunghi tagliati giusto in tempo prima dello sbarco a Milano, dove prende il posto di Kalac, infortunato al pari di Dida, destinato invece al recupero per la notte di Champions a Glasgow, martedì 20 febbraio prossimo. «Meglio così, altrimenti correrebbe il rischio di farsi condizionare dall’emozione» pensando a Milanello dove Storari può contare sui lusinghieri giudizi del suo preparatore, William Vecchi. Merito o responsabilità di Ronaldo anche il riserbo sull’iniziativa di Ancelotti, intervenuto presso il vicepresidente Galliani per suggerire il rimpatrio di Nesta dalle vacanze a Miami prima della prevista data di fine febbraio. «Dovrebbe rientrare guarito»: in pubblico Carletto sorvola sulla questione, ma pretende, e a ragione, che il nazionale si presenti a Milanello per riprendere confidenza col pallone.
Con il Livorno si presentano Fiore e Cesar, un altro brasiliano, sulla panchina rossonera prende posto anche Kaladze che si scalda in vista della Champions, ma c’è da giurarlo: tutti gli occhi sono puntati sul 99 di Ronaldo.