Ronaldo è questione di dettagli

Oggi l’affare si concluderà ma prima della firma sono sorte nuove complicazioni sulla valutazione e su altri «particolari» economici. Il giocatore valutato 8 e non 7 milioni. Infondate le voci dell’inserimento nell’affare anche di Cassano e Oliveira

Madrid - L’accordo virtuale c’è, la firma non ancora, mancano all’appello alcuni dettagli sulle modalità di pagamento, materia per esperti di diritto amministrativo e sportivo da trascrivere sui modelli dell’Uefa ma l’esito del negoziato è scontato. Impensabile che si torni indietro, che naufraghi tra gli scogli. Ronaldo è da oggi un calciatore del Milan, la sua storia con il Real è conclusa, la sua avventura italiana - parte seconda - tutta da realizzare. Eppure per l’annuncio bisogna ancora attendere. Oggi o domani il trasloco e col trasloco il viaggio definitivo da Madrid a Milano. Le parole di Adriano Galliani, sul far della sera, all’uscita dagli uffici del Real Madrid, si devono leggere in controluce. Tradiscono dispetto e stanchezza, la scarsa simpatia nei confronti del padrone di casa. «Si riprende domani (oggi per chi legge, ndr) alle ore 12. Non sono né ottimista né pessimista. Ci sono quattro problemi da risolvere: il primo sulla cifra, il secondo sulla durata del pagamento, il terzo sugli interessi maturati, il quarto sul meccanismo di solidarietà» il primo, essenziale riassunto. Seguito da una smentita netta e assoluta relativa alle voci rimbalzate tra Milano e Madrid attraverso siti e agenzie. «Non abbiamo mai parlato né di Oliveira, né di Cassano, men che meno di Kakà. Sappiano che Ronaldo vuole il Milan e perciò ci riproveremo» la garanzia finale del vice Berlusconi condita da una battuta. «È più facile trattare con Lotito o con Calderon?» la domanda dei cronisti. La risposta è lapidaria: «Più facile con Calderon». E inchioda al muro, come un quadro, lo stato dell’arte della trattativa avviata a soluzione positiva oltre che i rapporti, da sempre burrascosi e diventati più distesi nell’occasione.
Prima di giungere all’interruzione proclamata ieri sera dopo quasi 5 ore di estenuanti discussioni, non sono rari gli ostacoli messi dinanzi alla delegazione milanista composta da Galliani e da Braida. Dapprima l’incidente diplomatico legato a una dichiarazione pubblicata da Marca e attribuita al dirigente milanista («dopo tanto parlare di Kakà al Real, è Ronaldo che viene al Milan»). Calderon, il presidente madridista, la considera una sorta di provocazione. «Adesso non lo vendo più» avverte i suoi collaboratori. Di qui allo sbarco dei dirigenti italiani, l’invito a colazione nel ristorante dello stadio da parte di Mijatovic, ds dei merengues, Franco Baldini, consulente di mercato e Angel Sanchez, responsabile amministrativo. La smentita di Galliani è facilmente dimostrabile: sui giornali italiani non c’è una sola dichiarazione di quel tono. Si tratta di un pretesto, naturalmente. Perché Calderon è reduce da un lunedì nerissimo. I giornali sportivi lo attaccano in modo feroce. E chiedono a caratteri cubitali «Piensatelo bien, Capello» a proposito della cessione di Ronaldo. Non solo. Ma l’esito della prima udienza in tribunale sul ricorso per il conteggio dei voti per posta alle elezioni presidenziali del club madridista viene considerato un pugno nello stomaco del presidente neo-eletto. I giudici chiedono tempo, 4-5 giorni per decidere. Il ricorso, quindi, è pertinente. Non solo. Ma i due rivali battuti per una manciata di voti, Villar Mir e Tapis, si dichiarano pronti a una grande intesa elettorale in caso di nuovo ricorso alle urne. Per Calderon si mette male, rischia di perdere la poltrona. E nel frattempo il Real di Capello passa da una delusione all’altra. La squadra gioca male e non fa gol, i nuovi acquisti Higuain e Gago non brillano. «Ma come, vendo Ronaldo mentre non c’è nessuno che segna» brontola ancora polemico Calderon prima di arrivare al Bernabeu, poco prima delle 19 e partecipare alla parte finale della discussione.
E qui emergono i veri nodi dell’affare rinviato. Il Milan offre 7 milioni, il Real ne reclama 8. Il Milan chiede il pagamento biennale e Calderon pretende 200mila euro di interessi cui aggiunge il fondo di solidarietà della Fifa (da pagare al club che ha cresciuto il giocatore) del valore di 400mila euro. Galliani è disposto a versare la prima cifra, non certo la seconda. Perciò prima dell’appuntamento fissato per questa mattina alle ore 12 l’autentica distanza tra le due società è rappresentata da 1 milione e 600mila euro. Come si capisce al volo di Oliveira e Cassano nessuna traccia: un timido accenno da parte di Baldini e basta. Ronaldo intanto offre segnali di impazienza. I suoi legali e il procuratore sono alle prese con un’altra trattativa per definire il contenzioso sui diritti d’immagine. Altre grane in vista. Ma oggi è il giorno buono. Per Ronaldo al Milan, l’addio al Real e l’inizio di un’altra storia.