Ronaldo sbarca a San Siro Da lunedì sarà del Milan

Oggi le visite mediche: al Real 6 milioni (3 dal giocatore). Moratti amareggiato, gli ultrà interisti contestano a Linate

Riecco Ronaldo a Milano. Sbarca sotto un cielo di ghisa, piove e fa finalmente freddo in questo inverno lombardo, dolce e anche un po’ traditore. Sbarca dal suo jet privato per sfogliare un altro capitolo di una grande storia di calcio, questa volta sotto le insegne del Milan, «la sponda sbagliata» secondo Massimo Moratti, il presidente dell’Inter che continua a masticare amaro chissà poi perché. Dieci anni dopo il luminoso giorno di luglio del ’97 quando si affacciò al balcone di via Durini col cappellino interista, torna a Milano un altro Ronaldo, appesantito dagli allori e dai chili, dai cento flirt e dai mille acciacchi, inseguito da un esercito di cronisti e cineoperatori, circondato da una febbre che i tifosi milanisti provarono ai tempi di Gullit. Il Fenomeno mediatico è sempre lo stesso, da decifrare se il Fenomeno tecnico ha voglia di sudare e di soffrire e se le cartilagini resistono impassibili alle sollecitazioni venture. L’affare, tra rinvii notturni, fax spediti, qualche ripicca e un decisivo colloquio telefonico tra Calderon, presidente del Real e Adriano Galliani, vice-presidente vicario del Milan, è virtualmente concluso. Tutto deciso. La cifra dell’operazione, 6 milioni di euro il costo del cartellino (3 la quota versata da Ronaldo, 3 la quota a carico del club rossonero), le dimensioni dello stipendio (2,5 milioni per i prossimi quattro mesi più 5 milioni netti per il prossimo, scadenza giugno del 2008 con opzione per un rinnovo biennale) oltre che i tempi, strettissimi ormai e scanditi da un calendario agile. Oggi (entro le ore 12) le visite mediche, poi il passaggio dai tecnici di Milanlab: in caso di esito positivo, lunedì mattina, Galliani volerà a Madrid per sottoscrivere il contratto. Al culmine dell’ennesimo ping pong tra Milano e Madrid, la definizione dell’intesa si avvale di due rinunce. Il Milan concede al Real di spedire via fax l’offerta pubblica, con tanto di cifra per ottenere il trasferimento di Ronaldo, il Real concede al Milan di far partire Ronaldo per sottoporsi alle visite mediche prima della firma del contratto. Uno a uno e palla al centro.
«Ho dato la mia parola a Calderon: se è tutto ok lunedì mattina sono a Madrid» il particolare confessato da Galliani nel primo pomeriggio quando finalmente la trattativa subisce l’ennesima svolta, la grande accelerazione e le notizie sulla partenza si moltiplicano, una dopo l’altra. Anche per via di una complicazione inattesa, un guasto ai motori, cambio di jet e partenza rimandata alle 18.30. Ronaldo, passato nel frattempo dal centro sportivo madridista in mattinata per l’allenamento di routine agli ordini di Capello (ma senza mai parlare con don Fabio) è di pochissime parole anche con i suoi sodali. Nessun addio, nessun saluto particolare, nessun ritiro degli oggetti personali dall’armadietto dello spogliatoio. «Ci vediamo», assicura prima di volare verso Milano, l’aeroporto privato a due chilometri da Linate, assediato da cronisti, telecamere e tifosi di fede nerazzurra animati da insani propositi («siamo troppo pochi per rompergli la faccia» la frase annotata da alcuni giornalisti) così da richiedere l’intervento della polizia per tenere sotto controllo lo scalo ed evitare spiacevoli incidenti. Che non si verificheranno anche perché nessuno avrà voglia di restare lì tutto il giorno.
Da Linate, dove atterra alle 20.13, Ronaldo punta dritto verso San Siro in tempo per sedersi in tribuna d’onore tra Galliani e Braida e assistere alla semifinale di coppa Italia accolto dal benvenuto di Kakà, «mai giocato con un campione così». È la prima volta che mette piede nello stadio dove l’accolsero dieci anni prima cento ragazzi coi palloncini: questa volta c’è il gelo spezzato dai cori del tifoso milanista e dai petardi che salutano lo sbarco di un’altra stella brasiliana. Aggiunto a Oddo (nel comunicato agli azionisti la Lazio fa sapere che il valore complessivo dell’operazione è di 12 milioni di euro, in tre rate annuali il versamento della quota promessa dal Milan), a Storari e al giovane argentino Grimi, consente di sognare qualche riscatto, il raggiungimento di qualche soddisfazione in una stagione avara di sorrisi e di successi. Solo Massimo Moratti non riesce a mandarla giù. «Che questo trasferimento ci possa stare nel calcio di oggi sono d’accordo, però che sia una bella cosa nell’insieme direi proprio di no» ammette il petroliere. Sfiorato appena dall’idea che il negoziato possa addirittura fallire. «Anche un po’ per loro» è la sua chiosa che si conclude con un «noi siamo abbastanza indifferenti, non abbiamo la necessità di Ronaldo e non possiamo interferire».