Ronaldo si mette il Milan sulle spalle e gli regala 3 punti

Grande prova dell’ex pallone d’oro: due gol, un assist e una traversa

nostro inviato a Siena
Povero Ronaldo, in quale Milan sbrindellato si ritrova. Ma come, lui si presenta per il gran debutto dal primo minuto sul prato di Siena tra battute scontate e pregiudizi, e invece di farsi tirare la volata, è lui che si mette sulla schiena il Milan colabrodo. Ronaldo strega subito la difesa locale e anche il pubblico che ne risulta terrorizzato, scodella un primo gol che è una perla, di testa sul lancio morbido di Pirlo, quindi disegna l’assist del 2 a 1 e tenta di resuscitare persino uno come Oliveira. Non basta. Quando si mette male, con la squadra ridotta in dieci unità per l’espulsione di Brocchi (eccessivo il rosso) decretata da un arbitro semplicemente incapace, Ronaldo, qui con la decisiva collaborazione di Kakà, si rimette al lavoro e firma il 3 a 2 che è un capolavoro di cinismo e di precisione chirurgica. Non basta neanche quello. Se poi alla fine lo sgangherato Milan trova su una carambola galeotta (angolo di Gourcuff, deviazione di Ambrosini, carambola di Molinaro con Vergassola che tenta di riparare quasi sulla linea senza riuscire ad evitare il harakiri), il colpo da biliardo del successo (dodicesimo risultato utile), be’ non possiamo far finta di niente. E magari celebrare il generoso e virile balzo di Ambrosini. No, bisogna accendere i riflettori su questo fuoriclasse del calcio restituito a una discreta salute dalle prime due settimane di Milanello e già capace di far divertire il gran pubblico ma anche i tifosi del Milan. Ronaldo prende subito il largo, impone i suoi scatti che nel corto, 5-8 metri, sono uno schioppettata per i muscoli e i riflessi di Bertotto. Gastaldello lo ferma come può, opponendogli qualche sano sgambetto fino a perdere il controllo e a ricorrere a randellate sulle caviglie. Anche qui il fischietto Messina sembra un convitato di pietra: se ne lava la mani con semplici fischi invece di stroncare ogni accenno di calcio duro, di aggressione. Salvo poi mettere in ginocchio il Milan con l’espulsione di Brocchi reo di un intervento maldestro ma tutt’altro che violento e grave. Sbaglia un gol fatto, Ronaldo, è vero. Altrimenti saremmo qui in ginocchio da lui a chiedere scusa per le frasi di Capello e Sacchi, per i giudizi severi che invidiosi in circolazione a Milano hanno apparecchiato di recente. Resiste fino in fondo alla sfida, Ronaldo, prende colpi e si bea delle sponde dei suoi sodali per infliggere paura e rispetto al Siena. Un Ronaldo così meriterebbe un Milan diverso. Con una difesa decente, per cominciare. E invece dietro la banda del buco colpisce ancora, come col Livorno sei giorni prima. Solo che allora le parate di Storari e gli errori di mira di Fiore e Cesar nascosero i guasti di un reparto cui neanche l’esperienza di Maldini puà garantire solidità. Questa volta con Kaladze al rientro dopo il noto infortunio di Udine (23 dicembre), i rossoneri ballano la rumba dinanzi ai colpi del Siena che ha in Maccarone il suo esponente di spicco. Due volte lo lasciano solo, davanti a Storari e due volte l’attaccante appena rientrato dal calcio inglese, non si lascia sfuggire l’occasione di diventare il Ronaldo di piazza del Campo. Stessa pelata e... basta. Cafu è un disastro, Oddo rammenda il lato destro ma anche il centrocampo subisce e Kakà che pure partecipa in modo decisivo all’evento si sveglia da un preoccupante torpore solo quando la squadra rimane in dieci e il risultato di parità appare uno spreco indecente visto il lusso in attacco. Qui neanche il giovane Franco Baresi e Costacurta potrebbero rimediare all’orribile rendimento. A un certo punto Ancelotti sulla panchina fa una faccia che è tutto un programma: ma cosa state combinando? Specie quando subisce la stilettata al cuore del 3 a 3.
Buon per lui che i due ragazzi (Ambrosini e Gourcuff) appena arrivati trovino le energie per tirar fuori dal cilindro un coniglio.