Ronchi a Bucarest: «Nel mirino l’illegalità non certo i romeni»

da Bucarest

«Solidarietà e legalità». Cosi il ministro per le Politiche Ue, Andrea Ronchi, ha illustrato ieri a Bucarest l’approccio del governo nei confronti dei lavoratori stranieri in Italia ottenendo il consenso delle autorità romene.
Ronchi, in visita in Romania dopo che lunedì si erano incontrati a Roma il ministro degli Esteri Frattini e l’omologo romeno Comanescu, ha ribadito al collega Adrian Ciocanea che «non ci saranno modifiche sull’ispirazione culturale del pacchetto sicurezza» dando ampie assicurazioni sulla sua compatibilità con la normativa europea.
Per il governo di Calin Tariceanu è prioritario che non venga criminalizzata la comunità romena in Italia. Per questo motivo vi è interesse a cooperare, anche a livello di polizia. Sono finora mille i romeni arrestati e duemila quelli fermati grazie alla task force congiunta italo-romena. Per i risultati ottenuti il ministro ha ringraziato pubblicamente il capo della polizia Manganelli e il suo collega romeno. Ronchi ha spiegato che le misure previste nel pacchetto sicurezza non sono dirette contro «un’etnia» ma mirano a combattere reati e comportamenti illeciti dei singoli, mettendo bene in chiaro che occorre «cancellare dall’Europa qualsiasi ombra di xenofobia».
Bucarest ha ricordato che i romeni sono cittadini Ue e la loro libera circolazione non si discute. «Mai pensato di sospendere o mettere in discussione Schengen», ha risposto Ronchi esprimendo apprezzamento per «l’accordo tra il cancelliere tedesco Merkel e il presidente francese Sarkozy su una filosofia comune europea nei confronti dell’immigrazione». È necessario, quindi, evitare maxisanatorie di clandestini extracomunitari.