Ronchi (An): "Giusto l'allarme, ma tardivo"

Milano - "L'allarme del ministro Amato arriva tardi ma finalmente arriva. Alleanza nazionale ha sempre denunciato il silenzio omertoso nei confronti di tutto ciò che accade dentro e fuori le moschee". Lo dichiara il portavoce di An, Andrea Ronchi. "Sono giuste - aggiunge - le preoccupazioni e i dubbi del ministro sulla natura dei finanziamenti alle moschee in Italia. Ora devono seguire fatti chiari e concreti per dire basta a un fenomeno che ha goduto e gode di troppi collateralismi e complicità".

Dello stesso avviso è Isabella Bertolini (Forza Italia): "È preoccupante che il Ministro dell'Interno, che ha il dovere di tutelare la sicurezza nazionale, mostri solo ora dubbi sulla natura dei finanziamenti a molte moschee presenti in Italia. O il Ministro è distratto o non sa cose che dovrebbe sapere e che doveva già avere fatto. La cronaca ha confermato a più riprese che molte moschee si sono trasformate in centri per il finanziamento di organizzazioni legate al terrorismo islamico. Amato annuncia di fare oggi ciò che gli atti parlamentari già gli imponevano di fare. E questo è un brutto campanello dall'allarme sulla capacità di questo governo di affrontare efficacemente un allarme che è sotto gli occhi di tutti".

Roberto Calderoli (Lega Nord) approva la linea di Amato, ma sottolinea che il ravvedimento è tardivo: "Da anni abbiamo lanciato l'allarme sul numero e sulla strane attività di moschee e di centri islamici, spesso veri paraventi religiosi di attività eversive e di fondamentalismo islamico. Oggi questo allarme - aggiunge Calderoli - viene lanciato anche dal ministro Amato, partendo dai flussi di denaro dubbio provenienti dall'estero e di cui non si conoscono né origine né finalità. Ben venga quindi un controllo di tali flussi - prosegue - ma soprattutto ben venga un controllo a tappeto del numero e delle attività dei centri di riferimento islamici con immediata chiusura degli stessi, laddove ci fosse anche solo il sospetto di attività criminose o eversive. Prevenire è meglio che curare - conclude Calderoli - e 228 segnalazioni di possibili obiettivi nel nostro Paese sono un campanello di allarme che non si può ignorare".