Ronchi: «Prodi faccia proposte concrete»

Matteoli: «Se il progetto di ritocchi alla Carta è serio e non un modo per perdere tempo, il Polo ci deve stare»

da Roma

«Nel Mezzogiorno è prevalso lo spettro del secessionismo». Adriana Poli Bortone, coordinatrice di An in Puglia prova a dare una lettura che spieghi come mai al Sud il Sì è rimasto al palo.
Come lei, in queste ore An ha iniziato un’analisi più dettagliata del risultato, studiando i dati città per città. Aggiunge la Poli Bortone: «La propaganda anti Lega fatta dall'Unione ha avuto la meglio e l'elettorato meridionale ha preferito assumere una posizione di conservazione dell'esistente, rifiutando il coraggio della modernizzazione. Gli italiani - conclude - hanno inteso affidare all'attuale governo la responsabilità di individuare una via parlamentare per la riforma istituzionale». Insomma, toni riflessivi, pacati, per certi versi anche autocritici. E se Mirko Tremaglia si consola ricordando che «Tra gli italiani all’estero ha prevalso il sì», Lodovico Pace, della direzione nazionale di An avverte: «Quando ci si allontana dalla realtà chi vive nella realtà si prende le sue rivincite. Occorre, soprattutto per An, ripensare ad un modello di partito diverso in linea con la nostra vocazione popolare e nazionale e ad un approccio con la politica in spirito di servizio. Per fare questo è necessario ascoltare».
Anche un dirigente come Altero Matteoli, capogruppo di An al Senato, in una intervista a Il Messaggero ammoniva: «Da 35 anni si dice che va modificata la seconda parte della Costituzione. Ora, se c'è una proposta seria in questo senso io dico che il centrodestra ci deve stare. È chiaro, invece, che se si tratta di un pretesto per perdere tempo e basta, si capirà presto. Ma l'occasione va colta». E mentre il consigliere regionale veneto Raffaele Zanon ricorda che la rivincita parte dalla mia regione», Andrea Ronchi, portavoce del partito, da voce alla linea tracciata (per ora) da Gianfranco Fini: «Attendiamo dal centrosinistra delle proposte concrete».