Ronchi va al Lagaccio e Super Marta si offende

La legge c’è. L’obiettivo è splendido. Ora finalmente la Liguria potrà costruire le pale eoliche dove non c’è vento. Sì, dove non conviene farle. Perché dove potrebbero davvero produrre energia alternativa ha vinto chi ha fatto la battaglia contro i mulini a vento. Ha vinto chi sostiene che non si possono tirare su le torrette perché lì osano le aquile o volteggiano i bianconi, perché passa l’autostrada del sole degli uccelli migratori o l’Unione europea ha individuato qualche sito di particolare interesse.
La cartina della Liguria allegata al testo di legge è tutta macchiata di rosso, ad indicare le zone dove non si possono installare gli impianti per catturare energia eolica e produrre quei 140 megawatt che fanno sognare il superamento delle centrali a carbone. Aree vaste che sembrano ottenute con un calamaio d’inchiostro rovesciato, per indicare parchi naturalistici intoccabili. Interi corridoi tratteggiati per salvare dalle pale rotanti i sentieri aerei più battuti dalle rotte migratorie dei volatili. (...)