Ronconi a Pesaro farà alzare in volo il «Barbiere» rossiniano

Dall’8 al 22 agosto la ventiseiesima edizione della manifestazione dedicata al musicista

Paolo Scotti

da Roma
Il barbiere che vola. Letteralmente. Nella sua prossima regia del capolavoro dei capolavori rossiniani Luca Ronconi, il più estroso dei nostri registi lirici, si prepara a scatenare la fantasia. Parti di scenografia che si muovono, altre che ballano, passaggi dal comico al farsesco, al drammatico. Ma soprattutto cantanti che volano. «Abbiamo scelto gli interpreti fra coloro che non soffrono di vertigini» scherza (ma non troppo) il direttore Alberto Zedda. «Stiamo costruendo uno spettacolo lieve, leggero, aereo - sorride Ronconi -. Aereo nel vero senso del termine».
Ronconi e Il Barbiere di Siviglia: ecco l’accoppiata del 26esimo Rossini Opera Festival, a Pesaro dall’8 al 22 agosto. Restio alle confidenze, grazie alla magia del ROF (per il quale ha firmato spettacoli memorabili come Il viaggio a Reims, Cenerentola, La donna del lago) Ronconi cede al piacere delle anticipazioni: «A Pesaro Il barbiere viene evitato come la peste. Troppo famoso, troppo “insolubile”. Ma Zedda dice che io non sbaglio e che se sbaglio, lo faccio alla grande. Quindi...».
Come mettere in scena il più celebre (e insidioso) dei titoli rossiniani, senza «addormentare il pubblico con il già visto - come dice il sovrintendente Mariotti - né scandalizzarlo solo per il gusto di farlo?». «Intanto, ignorando le cattive convenzioni che perseguitano questo titolo - avverte Ronconi - ma salvandone le buone. E poi facendolo agire in piena libertà. Penso alla Spagna che gli fa da sfondo: più simile a quella surreale di Buñuel che a quella romantica di Goya. Penso ai famosi aneddoti che circondano la leggendaria “prima”: perché non fare spettacolo anche di loro? Penso al precedente lavoro di Paisiello, tanto più razionale, e dunque più vicino al testo illuminista di Beaumarchais». Quanto al «barbiere volante», Ronconi non svela il mistero: «Mi limito a dire che molto, in questa storia, dipende dai travestimenti del Conte D’Almaviva, che influenzeranno ciò che si vedrà in scena. Quando il Conte si fingerà ubriaco, tutta la scena ballerà e oscillerà come in stato d’ebbrezza e così via».
Interpreti principali Juan Diego Florez e Dalibor Jenis; direttore Daniele Gatti. Gli altri titoli della rassegna ne confermano il livello: l’inaugurale Bianca e Falliero, con Renato Palumbo sul podio e Daniela Barcellona in scena, e la ripresa della deliziosa Gazzetta di cui nel 2001 Dario Fo firmò un’irresistibile regia.